
AOSTA (fc2) Il sorriso radioso di Afonso Eulalio, terzo portoghese della storia in maglia rosa dopo il play boy Acacio Da Silva e Joao Almeyda ed erede del grande campione lusitano Joaquim Agostinho, in 119 anni di storia del Giro d'Italia nella mattinata di oggi, sabato 23, per il decimo giorno sale sul palco da leader in piazza Emile Chanoux ad Aosta. Ma lo sarà ancora alle 17 a Pila? Molto difficile. Sono in tanti a ritenere che nella tappa odierna, salendo da Quart verso Saint-Barthelemy, Doues, Lin Noir, Verrogne e appunto Pila, dal versante di Gressan, il danese Jonas Vingegaard assumerà le redini del comando prendendosi la maglia rosa, dopo 13 tappe in cui la corsa l'hanno controllata altri, a parte i forcing in salita di Sepp Kuss e Davide Piganzioli propiziatori per i 2 successi di tappa del loro capitano al Block Haus in Abruzzo e al Corno alle Scale sulle montagne dell'Emilia.
Il vincitore dei Tour de France 2022 e 2023 e della Vuelta 2025 sembra si sia risparmiato ed ha sofferto solo nella lunga e piatta cronometro piatta di 42 km di martedì scorso in Versilia. Il suo obiettivo è spendere il meno possibile, dando comunque spettacolo al Giro d'Italia e poi attaccare sua maestà Tadej Pogacar al Tour.
Quello di oggi, sabato, in Valle potrebbe essere anche il giorno del ritorno nei quartieri alti del 22enne Giulio Pellizzari e di Jai Hindley, i 2 capitani Red Bull, o della conferma d'austriaco Felix Gall sinora mai fuori dalle righe in salita.
In classifica - dopo la tappa di ieri, vinta da Alberto Bettiol a Verbania con tutti gli uomini di classifica tranquilli a 13 minuti - il lusitano Eulalio ha 33 secondi sul danese, grande favorito del Giro Jonas Vingegaard, 2'03” sull'olandese Thiely Arensmann (compagno dello strepitoso Filippo Ganna della cronometro di Massa, festeggiato proprio nella sua Verbania), 2'30” sull'austriaco Felix Gall con tra gli italiani nono il giovane Pellizzari a 3'42.
Sono rimasti in gara in 160 tra cui 37 italiani di 32 nazioni. Al di là della rivelazione Eulalio e di un Vingegaard che da l'impressione di essere alla corsa rosa a preparare con intelligenza e senza eccessi il Tour e l'attacco a Pogacar (unico corridore al mondo che nelle corse a tappe gli è nettamente superiore) bisogna sottolineare il grande Giro dei 5 della Uae Emirates che ha perso subito per cadute le sue punte Simon Yates, Jay Vine e Marc Soler e che ha vinto 4 tappe con la tripletta del campione ecuadoregno Jonathan Narvaez e il comico successo di Cosenza del figlio d'arte spagnolo Igor Arrieta.
Oggi l’Aosta-Pila
La tappa di oggi, sabato, tutta valdostana è la 14esima, 133 chilometri e 4.900 metri di dislivello in 17 Comuni con 5 Gran Premi della Montagna. Il ritrovo al quartiere tappa all'Università, per il Giroland ed i parcheggi dei megabus delle squadre al piazzale della telecabina Aosta-Pila, quindi le partenze del colorito carrozzone della carovana pubblicitaria, la scalata dei maestri di sci come tradizione, il via del Giro Mediolanun e da Aymavilles del Giro E con personaggi a squadre a pedalata assistita. Il festoso ritrovo nel "village" rosa con speaker Paolo Mei e la modella Barbara Clara in piazza Chanoux alle 11.30 e poi alle 12.55 il sesto via da Aosta per raggiungere in passerella l'Arco d'Augusto e il kilometro 0, con start ufficiale dopo 4.900 metri da Saint-Christophe. Si salirà verso Ville sur Nus e il primo Gpm di prima categoria ai 1.627 metri di Saint-Barthelemy, picchiata a 90 chilometri all'ora su Nus e poi da Aosta verso il traguardo volante di Roisan, la Valpelline dove il sindaco Maurizio Lanivi ha organizzato una grande festa in rosa, il giro di boa al Gpm di terza categoria ai 1.173 metri di Doues, discesa fino alla rotonda Saraillon, con a destra la salita di Talapé, sino alla cappella di Arpuilles e i Gpm di prima ai 1.284 di Lin Noir e di seconda ai 1.587 di Verrogne, passando per i villaggi di Ville sur Sarre, discesa da Saint-Nicolas su Saint-Pierre, ponte sulla Dora, Chavonne di Villeneuve, Aymavilles, traguardo Red Bull con abbuoni (6, 4 e 2 secondi) a Gressan a 500 metri dall'inizio della salita verso il terzo arrivo, con sterzata davanti a municipio e Gpm di prima a 1.793 metri, a Pila dopo i successi dello scozzese Robert Millar nel 1987 e del tedesco Udo Bolts nel 1992 con in maglia rosa prima l'irlandese Stephen Roche e poi il navarro Miguel Indurain, vincitori di quella edizione della corsa rosa e Roche del trittico Giro-Tour- Mondiale 39 anni fa. In tutto 4.350 metri di dislivello con 48,4 chilometri di salita.
La telecabina Aosta-Pila rimarrà aperta sino alle 23 e si potrà anche salire a visitare la Stella. Diretta Rai dalle 12.10 su Raisport e dalle 14 su Rai 2. Poi tutti andranno in Lombardia per la Voghera-Milano di domani, domenica 24, la Svizzera, le Dolomiti e Roma domenica 31. Comunque sia i 1.400 protagonisti del Giro avranno invaso festosamente la Vallée per la 31esima volta, con una prima tappa alpina molto impegnativa ma non terribile, della corsa rosa per un giorno a tinte rossonere.