
AOSTA (fci) «Ho vinto il campionato ma non so dove giocherò l’anno prossimo». L’amarezza prende il posto dell’entusiasmo nelle parole di Giulio De Ceglie, allenatore e presidente del Cgc Aosta. Con i suoi ragazzi domenica scorsa ha conquistato il passaggio dalla Prima Categoria alla Promozione. « E’ dal 1998 che non c’è una squadra con le radici ad Aosta nel campionato di Promozione. Ma chiaramente questa cosa non interessa all’Amministrazione comunale e alla Regione. Ad oggi non so in che impianto giocherò la prossima stagione. Mi è stato detto che ci sarà un bando per i 4 campi del capoluogo» - i 3 del Montfleury e il Giorgio Dal Monte ex rugby - «ma non ho più saputo nulla. Il mio campo nella stagione appena conclusa era il Dal Monte, e ho dovuto cercare un’alternativa in metà delle partite casalinghe. Il manto erboso è in uno stato imbarazzante. E si tratta di un campo polivalente, che devo condividere con il baseball per esempio. Se continuano a trattarmi come è successo in questi ultimi tempi, non è scontato che continui. E la Promozione la farà qualche altra società, con la mia matricola » afferma Giulio De Ceglie. « Ho ottenuto un incontro con i dirigenti comunali per la prossima settimana, vedremo».
Peccato perchè quella del Cgc Aosta è davvero una bella storia, che vede realizzarsi un progetto che non è nato ieri. La Promozione arriva grazie alla solidità di difesa e centrocampo e ad un attacco stellare con Giacomo Castagna, Alex Girotti e Ebrima Jallow e il talentino Emanuele Villa, classe 2008. «Tutto fatto in casa, siamo partiti 15 anni fa. - racconta il mister - Nel percorso le difficoltà non sono mancate, spesso ho dovuto convincere i ragazzi a rimanere o a tornare. Ma se uno è bravo, sono il primo a mandarlo nelle categorie superiori. Altri invece me li hanno, come dire, “rubati”. In questa squadra c’erano 19 giocatori che hanno fatto pulcini e esordienti con me».
Un successo raccontato dai numeri. Il Cgc parte al rallentatore: 6 punti nelle prime 8 partite. Poi arriva un filotto incredibile: 17 vittorie (10 consecutive) e 5 pareggi. La truppa di Giulio De Ceglie non sapeva più perdere e buona parte del merito va pure al figlio Paolo, un importante passato professionistico nella Juventus, che decide di dare una mano al padre mettendosi in campo. « L’apporto di mio figlio c’è stato, ed è stato trainante. - conclude l’allenatore - Soprattutto nello spogliatoio, e durante gli allenamenti. Sa come si vince e lo ha insegnato ai compagni». Che evidentemente hanno imparato la lezione.
Cristiano Florio