AOSTA (fc2) Il belga Jarno Vidar, vincitore delle ultime 2 edizioni della corsa a tappe valdostana under 23, è stato uno dei protagonisti dell'ultimo Giro di Svizzera. Si deve pertanto cercare un erede tra i "camosci in bicicletta" chiamati a scrivere la storia del 62esimo Giro della Valle d'Aosta Mont Blanc in calendario da giovedì 16 a domenica 19 luglio sulle strade francesi e della nostra regione. In particolare il ciclismo italiano cerca un riscatto nella gara visto che da 14 anni, dalla doppietta Davide Vilella-Davide Formolo del 2012, la legione straniera la fa da padrona.
La corsa organizzata dalla Società Ciclistica Valdostana, nata nel 1962 con il successo di Gilberto Vendemmiati, è stata presentata martedì scorso, 23 giugno, a Palazzo Regionale. Dopo il dramma di Pontey con la morte nel 2025 del ligure Samuele Privitera è ripartita a fatica con la mutilazione di una tappa. Quella che era la settimana ciclistica valdostana considerata con Tour de l'Avenir, la Corsa della Pace Praga-Varsavia-Berlino e il Giro delle Regioni tra le più importanti corse del mondo per i giovani pronti a sbarcare tra i professionisti ora è stata ridimensionata a sole 4 giornate, 1 in Francia e 3 in Valle. E' quindi un vero peccato vedere il "petit tour" ridotto così dopo tante belle pagine scritte nella storia del ciclismo.
Pertanto, venendo alla manifestazione edizione 2026, giovedì 16 verrà recuperata nella Haute Savoie la cronoscalata cancellata l'anno scorso dopo l'incidente a Privitera da Passy al Col Plaine Joux di 10,5 km. Venerdì 17 si entrerà in Valle d'Aosta con tappa da 147,5 chilometri e partenza da Hone ed arrivo al Forte di Bard, attraverso Ravet, Col de Joux e Col d'Arlaz con la rampa finale per salire nel cortile della fortezza. Sabato 18 partenza e arrivo a Saint-Christophe per 114,9 km sulle strade del Giro d'Italia con le salite di Doues, Verrogne a Saint-Pierre, Jeanceyaz a Quart e Saint-Barthelemy di Nus. Domenica 19 da Valtournenche a Breuil-Cervinia per 93,6 km attraverso Verrayes, Champlong, Col Saint-Pantaleon e salita finale ai 2.050 metri ai piedi della Gran Becca. Davvero poca fantasia in questo programma con soli 4 Comuni valdostani coinvolti, sempre la stessa salita finale.
In tutto sono 406,5 chilometri, 12 Gran Premi della Montagna, 24 squadre, 120 corridori di 13 nazioni - tra i quali il valdostano Etienne Grimod - e il premio speciale per la più bella impresa per ricordare Samuele Privitera. Chiaramente è grande l'attesa per gli italiani dopo che Lorenzo Finn è riuscito a conquistare dopo 15 anni di stranieri il Giro Next Gen. Sarà sicuramente, come sempre da 64 anni, una bella corsa con un vincitore che farà strada, una buona promozione per la nostra regione, ma specchiandoci nel passato della gara ci sembra di rivedere Laura Antonelli nel celebre film del 1974 "Mio Dio. come sono caduta in basso".