COURMAYEUR (qdn) Sono in forte crescita gli investimenti privati nel settore alberghiero. Se 10 anni fa in Italia venivano spesi 800 milioni all’anno nell’acquisto degli hotel, ora la cifra è salita a 2,2 miliardi. E la montagna non fa eccezione. E’ quanto è emerso durante la terza edizione del Mountain Hospitality Forum, evento che si è svolto a Courmayeur martedì scorso, 9 giugno, e che ha riunito molti tra i principali protagonisti del comparto turistico e alberghiero italiano.
«La montagna rappresenta un'opportunità sempre più interessante, sia sul piano degli investimenti sia in ambito turistico. - ha detto Elisabetta Fabri, presidente dell’Associazione Italiana Confindustria Alberghi - I dati sono incoraggianti e confermano la crescita del segmento montano, evidenziandone la capacità di rispondere a una domanda in evoluzione, orientata verso esperienze di qualità, benessere e fruizione del territorio durante tutto l'anno». «Se il cambiamento climatico pone nuove sfide alla stagione invernale, - ha aggiunto - il progressivo innalzamento delle temperature estive sta al tempo stesso rafforzando l'attrattività delle terre alte come alternativa al mare. In questo scenario, la montagna può rappresentare una leva importante di sviluppo, capace di favorire la destagionalizzazione e di creare nuove opportunità per le imprese e per i territori».
Il turismo montano si conferma uno dei segmenti più dinamici negli ultimi anni: «Con un valore aggiunto di circa 4,3 miliardi di euro - si legge in una nota - genera oltre 6,8 milioni di arrivi ogni stagione e, negli ultimi anni, ha registrato una crescita significativa, superando i livelli pre-pandemia».
«La montagna sta vivendo una fase di rilancio dopo gli anni d'oro degli anni Sessanta e una grossa perdita di interessi in quanto si riteneva la montagna noiosa. Dopo il Covid è ripartita, ci sarà un nuovo modo di vivere la montagna» ha concluso Roberto Rota, sindaco di Courmayeur.