AOSTA (btb) Le avvisaglie erano quelle di una stagione invernale da record e così è. I dati di aprile, arrivati nei giorni scorsi, hanno completato il periodo iniziato a dicembre e quindi arrivi e presenze dell’inverno 2025-2026 hanno segnato un doppio segno positivo, più 4 per cento gli arrivi salite di 27.414 unità, più 6 per cento le presenze aumentate di 129.575.
I dati parlano del record di arrivi rispetto alla stagione già da primato del 2024-2025 quando furono 635.725 gli arrivi mentre sono ora 663.139 e le presenze superarono per la prima volta il tetto dei 2 milioni, 2.023.759 esattamente, mentre ora siamo a 2.153.334.
Quindi grande soddisfazione per un inverno super, un risultato atteso vista la sensazione generale che si è respirata sulle piste di sci e in tutte le località della nostra regione.
L’altro dato molto interessante è che per la seconda stagione invernale consecutiva le presenze straniere superano quelle italiane, con il 54 per cento rispetto al 46, eppure anche gli italiani sono cresciuti, 2 per cento negli arrivi e 4 nelle presenze, con gli stranieri però a più 8 in entrambe le voci.
La crescita si è dimostrata anche facendo a meno degli alloggi ad uso turistico, quindi basandosi solamente su l l’offerta più tradizionale, legata al settore alberghiero. Negli arrivi siamo saliti del 3 per cento con 19.081 persone e nelle presenze del 5 per cento a 97.080 pernottamenti in più, per dei totali di 593.111 e 1.893,023, in entrambi i casi record assoluti nella storia del turismo valdostano.
Quali sono i nostri mercati?
Pertanto analizzando il nostro nuovo mercato di riferimento che è quello straniero è interessante verificare alcune dinamiche. Se la clientela del Regno Unito è rimasta la più importante con 56.759 arrivi e 303.271 con una media di 5,3 notti di permanenza, praticamente gli stessi dati dell’inverno 2024-25, il boom lo hanno fatto gli svedesi, saliti del 15 per cento e diventati per numero di presenze la seconda componente, a quota 121.581, con soli 21.165 arrivi che però si fermano più di tutti, 5,7 notti, con un trend in crescita da quando Breuil Cervinia è entrata prepotentemente nel giro dei tour operators svedesi. Vicini, terzo e quarto mercato Francia e Belgio, 77.319 e 76.303 presenze, ma per i francesi appena 2,5 notti con i belgi invece a 5,4 permanenze. Con i polacchi quinta forza, per loro 5,7 notti di media, con 61.461 presenze, il sesto mercato è la Svizzera, ben 28.463 arrivi e 2 notti medie di permanenza, quindi settimi gli statunitensi, la clientela che è balzato nelle presenze addirittura del 49 per cento, un dato straordinario, con 11.624 arrivi e 42.824 notti e la media di 3,7.
Anche per il mercato italiano non mancano delle novità importanti. I turisti del Lazio nell’ultimo inverno hanno aumentato la loro frequentazione del 24 per cento, superando di gran lungo toscani ed emiliani. I laziali sono ora quarti con 20.635 arrivi e 91.835 presenze, una clientela molto interessante vista la distanza da casa, che pernotta in media 4,5 notti. La Lombardia che primeggia come arrivi, 146.465 e presenze, 333.457, vede i suoi abitanti fermarsi nelle nostre strutture in media 2,3 notti, peggio ancora il Piemonte secondo, con 1,8 notti medie (157.749 presenze e 85.370 arrivi), qualcosa meglio la Liguria, 2,6 di permanenza media, con 97.042 presenze e 37.632 arrivi.
I comprensori che tirano di più
Se il comprensorio del Monte Cervino è il re delle presenze con 606.441 e quello del Monte Bianco ha il primato degli arrivi, 157.870, sale sempre di più Aosta e dintorni, con un più 9 per cento nelle presenze, cioè 31.776 portando il totale a 394.717, inoltre attestandosi saldamente al secondo posto negli arrivi a 143.799 davanti al Monte Cervino a 133.928. La maggiore percentuale di crescita è però per la Valle del Lys con il 14 per cento, 17.281 presenze in più, seguita dal Grand Combin con l’11 per cento, tanto se pensiamo che la Valpelline e il Gran San Bernardo sono le cenerentole della regione.