AOSTA (zgn) «Fratello, abbracciami, chiunque sia, abbracciami se sete un giorno avrai, la mia acqua ti darò». I familiari hanno scelto di pubblicare sull’epigrafe di Ferruccio Rosset questa strofa della canzone “Il ragazzo che sorride” di Al Bano perché era quella che preferiva. Per “Ferro”, come lo chiamavano i numerosi amici, cantare era una ragione di vita: dopo la Corale di Brissogne, dal 1981 era nel Coro Sant’Orso. La sua costante presenza alle prove e ai concerti, la generosità e la disponibilità nell’organizzazione delle varie attività che caratterizzano la vita dell’ensemble canoro – voluto dal canonico Jean Domaine, diretto da Angelo Filippini e presieduto da Pierre Savio – insieme alla sua precisione nel ruolo di tesoriere all’interno del Direttivo, erano qualità che lo facevano apprezzare da tutti. Durante i miei 15 anni di presidenza del coro di Sant’Orso, – ricorda Loris Bullio che ha ricoperto tale carica dal 2013 al 2018 – Ferruccio è stato un riferimento fondamentale. Eravamo così affiatati che mi capiva al volo, ci sentivamo ogni giorno. La sua disponibilità e il suo carattere erano preziosi, sempre pronto ad aiutare il prossimo, sempre pronto per trovare soluzioni. Il suo animo buono gli consentiva di mettere d’accordo tutti. Nella sua vita, così come nel Coro di Sant’Orso, ha lasciato un’impronta tanto importante da essere un riferimento da seguire
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Ferruccio Rosset era nato il 2 aprile 1951, primogenito di Bartolomeo, operaio della Cogne mancato quando lui era ancora bambino, e di Pierina Enrietti, genitori pure di Adelina che abita ad Asti. Subito dopo il diploma da geometra Ferruccio Rosset entrò alla Cogne dove diventò caporeparto della Fucina. Andò in pensione a 50 anni, grazie ai benefici previdenziali concessi ai lavoratori esposti all’amianto. Ma è stata proprio l’amianto la causa della sua scomparsa, dopo la diagnosi di un tumore avvenuta un anno fa. Il 6 febbraio 1972 si era sposato con Vilma Durand e la coppia si trasferì nella casa di famiglia di lei, a Excenex. Dal matrimonio sono nati il 27 luglio 1971 Fabrizio, mancato per una patologia cardiaca il 14 ottobre 1995 a soli 24 anni, e il 19 novembre 1974 Jeannette, impiegata in un’agenzia di assicurazioni, che con il marito Marco Pelliccioni ha gestito l’Agriturismo Les Chariots a Excenex e sono i genitori delle adorate nipoti Celine e Meri. Ferruccio Rosset era inoltre un grande appassionato di montagna e di sport, di tennis ma soprattutto di calcio: aveva giocato come portiere nelle squadre giovanili e senior della Polisportiva Saint-Christophe, dove era pure in prima linea nell’organizzazione delle feste patronali. Si è spento lunedì 13 gennaio, nella sua abitazione, circondato dall’affetto dei suoi cari che gli sono stati accanto sino alla fine. Mercoledì 15, nella chiesa di Excenex gremita di amici, le voci del Coro Sant’Orso e le note delle fisarmoniche di Mile Danna e Erik Bionaz lo hanno accompagnato nell’ultimo viaggio.


