AOSTA (gre) Con gli spettacolari fuochi d’artificio, domenica scorsa 27 luglio si è conclusa anche la 31esima edizione della Festa dei Santi Giorgio e Giacomo. «È stato un successo che è andato ben al di là delle nostre aspettative» commenta Pino Tropiano storico patron della kermesse nata nel 1992 da una sua intuizione e di Giorgio Nasso, scomparso il 19 agosto del 2010 a soli 54 anni. Ed anche quest’anno, punto di forza della manifestazione è stata l’offerta gastronomica con i piatti che hanno portato al Montfleury profumi e sapori calabresi. La tradizionale gara di tarantella poi ha decretato i suoi campioni: al primo posto si è piazzata la coppia formata da Francesco Cutrone e Jessica Mammoliti, al secondo Alex Fontana e Veronica Tropiano e al terzo Agostino Macrì ed Eleonora Ammazzagatti. Per quanto riguarda la lotteria invece, i 20 numeri estratti sono il 14125, biglietto il cui possessore vince una minicar elettrica, lo 05812 (crociera nel Mediterraneo), 13578 (scopa Folletto), il 10300 (Bimby Robot), 07628 (TV Philips), 10828 (aspirabriciole Folletto), i numeri 14538 – 08170 – 08329 e 15715 (prodotti del valore di 150 euro), mentre ai biglietti numero 05106 – 00805 – 04984 – 13308 – 16647 – 15642 – 17456 – 10471 – 17557 – 12946 – vanno dei prodotti del valore di 100 euro. Nel momento, solo due buoni (uno da 150 euro e l’altro da 100) e la Tv sono stati già consegnati, mentre tutti gli altri premi sono ancora in attesa dei vincitori. Giù il sipario dunque per l’edizione 2025 mentre già si pensa alla prossima, con i ringraziamenti che Pino Tropiano vuole inviare a tutti coloro che hanno contribuito al successo della festa: «Allo staff di cucina e agli chef Marco Montanari e Angelo Tropiano, al sindaco di Gressan Michel Martinet per la disponibilità del parcheggio, al sindaco di Aosta Gianni Nuti per la sua attenzione nei nostri confronti condivisa dal vice sindaco Josette Borre e dall’assessora al Turismo Alina Sapinet, ed infine quello più sentito, a tutti coloro che hanno partecipato a questi 12 giorni di festa».
Roberto Guscelli

