Aosta

È mancato all’età di 80 anni: di origini liguri, aveva lavorato all’ospedale di Aosta e condivideva gli ideali autonomisti

Gian Carlo Torre, il medico con la passione per l’arte

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Gian Carlo Torre aveva 80 anni
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AOSTA (mye) Giovedì 23 gennaio il dottor Gian Carlo Torre ha ricevuto l’estremo saluto nella Basilica di San Nicolò a Pietra Ligure, in provincia di Savona. Ha segnato la cultura e l’arte valdostane, contribuendo a portare ad Aosta, nell’estate del 1975, la mostra “Emilio Vedova. Grafica e didattica” (Tour Fromage Teatro romano) ed ha lavorato in quegli anni come ginecologo nel reparto maternità dell’ospedale di Aosta. Nato a Lerici, in provincia di La Spezia, il 26 settembre 1944, si era specializzato nel 1969 in Ostetricia e ginecologia e aveva subito iniziato a prestare servizio nell’ospedale di Finale Ligure. L’interesse per l’arte lo portava spesso in Valle d’Aosta, dove aveva molte amicizie. Così nel 1972 iniziò a lavorare all’ospedale di Aosta edove conobbe la futura moglie Pierangela Boffa infermiera al nosocomio regionale. Gian Carlo Torre si lasciò appassionare dalla comunità valdostana, le sue ricchezze, gli stimoli culturali. Frequentò e si legò ai colleghi dell’ospedale, come Gianfranco Viale e il pediatra Giovanni Anzelmo. E poi gli amici Carlo Ferina, Carletto Marcoz, Renato Faval e gli artisti, da Bobo Pernettaz al fotografo Claudio Ferrero, che nel suo Studio Effe in corso Saint-Martin-de-Corléans organizzava anche mostre. Gian Carlo Torre si riconosceva negli ideali dell’Union Valdôtaine e collaborava attivamente, scrivendo anche sulla rivista Lo Flambeau. Se in Valle d’Aosta aveva contribuito ad attirare un soffio d’arte nazionale, tra l’altro portando al Forte di Bard non ancora ristrutturato una mostra di Valerio Miroglio, quando all’inizio degli anni Ottanta tornò in Liguria diede gambe ad una passione di nicchia, gli ex libris, che grazie a lui ebbero risonanza grazie a pubblicazioni come la rivista inPRESSIONI, che ha sostenuto per 14 anni. È mancato martedì 21 gennaio nell’ospedale di Cuorgné. Una polmonite, che si è aggravata, l’ha sottratto all’affetto della famiglia. Lascia la moglie Pierangela, il figlio Luigi con Daniela e Patrick, il fratello Franco con Mirca, Nicola e Mario.