Aosta

I colori delle opere degli artigiani accendono i banchi della Foire

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AOSTA (zgn) Tra i banchi della Fiera di Sant’Orso anche quest’anno tornano le opere degli artigiani che hanno scelto il colore come loro tratto distintivo. Una sorta di marchio di fabbrica che contraddistingue, tra gli altri espositori, Lea Bérard, 80 anni, di Cogne, che sarà presente come al solito in via De Tillier, all’altezza della Farmacia Papone. La sua specialità è l’intaglio decorativo.

«Tra gli altri pezzi, proporrò 4 piatti intagliati di grandi dimensioni, 2 di 60 centimetri di diametro e altrettanti di 50 centimetri. – racconta Lea Bérard – Sono in cirmolo perché un tempo a Cogne non si trovava il noce e, perciò, tutti i manufatti erano in questa essenza che, oltretutto, è particolarmente adatta a essere colorata. Porterò anche piatti più piccoli oltre a scodelle e scatole ovali». Quali le previsioni per questa edizione della Fiera di Sant’Orso che cadrà giovedì 30 e venerdì 31 gennaio: ci saranno tanti turisti? «Per me non ha grande rilevanza – risponde Lea Bérard – perché sono praticamente tutti valdostani quelli che comprano i miei oggetti. Probabilmente chi viene da fuori non li capisce, forse pensa, per via dei colori, che siano delle “cineserie” e ritiene che siano troppo cari». I prezzi? «I piatti grossi e le scatole ovali, che richiedono un lavoro di sagomatura particolare, sono in vendita a 400 euro, i piatti normali tra i 100 e i 120 euro e le scodelle da 50 a 120 euro» riferisce Lea Bérard.

In piazza Chanoux, praticamente davanti alla Pâtisserie Bovio, non mancherà «il sarto di legni esausti» Bobo Pernettaz di Aosta, le cui opere sorprendono sempre per l’originalità. «Coloro e disegno, taglio ed incollo, sperimento tanto e mi diverto più che posso. – dichiara Bobo Pernettaz – Quest’anno la mia postazione sarà allestita in maniera particolare. Infatti sarà composta dal banchetto fornito dall’organizzazione della Foire, sul quale esporrò le mie sculture, alle cui spalle vi saranno degli altorilievi esposti su 4 cavalletti, in mezzo ad essi posizionerò una sagoma di grandi dimensione con il lavoro che ho fatto per la Compagnia valdostana delle acque». Infatti il gruppo Cva per il Natale 2024 ha prodotto e distribuito ai propri dipendenti la prima pallina di Natale nell’ambito del progetto CVart. L’artista scelto per questa prima edizione è, appunto, Bobo Pernettaz che, utilizzando il logo della Cva, ha concepito 2 alpinisti «Che affrontano le montagne e le difficoltà quotidiane con lo spirito di solidarietà e sostegno che dovrebbe animare tutti noi».

Ricerca e colori sono pure il fil rouge di Massimo Clos di Aosta, in Fiera dal 1986, che sul suo banco in via Sant’Anselmo esporrà 4 sculture a tutto tondo e 4 bassorilievi oltre a una particolare lampada realizzata con una maschera in legno ricoperta con foglia dorata e lo scudo metallo di un guerriero troiano. Ma soprattutto una cornice con scolpito sull’angolo destro, in basso, un bambino che gioca a fare l’aeroplanino. «Per lo sfondo multicolore ho utilizzato dei microtasselli triangolari, tagliati e incollati su dei fili, che assomigliano a degli uccellini il cui scopo è di dare la sensazione del movimento. – spiega Massimo Clos – Per quest’opera mi sono ispirato al Volo di rondini di Giacomo Balla, celebre esponente del movimento Futurista».

Fantasia e colori sono da sempre al potere sul banco in via Croce di Città, all’incrocio con via Monseigneur de Sales, di Cristina Cancellara che ha il laboratorio a Saint-Vincent. «Per questa edizione della Fiera di Sant’Orso – annuncia Cristina Cancellara – ho realizzato una nuova serie di tatà, per esempio con la volpe e il gatto, e dei pannelli con dei collages di miei lavori vecchi e inediti. Non mancherà l’animaletto dell’anno, che però svelerò solo in Foire per non rovinare la sorpresa. I miei pezzi sono in vendita da 25 a 300 euro e ho un’affezionata clientela prevalentemente valdostana oltre a una cerchia fidelizzata di turisti».