Aosta

Si è spento il dolce sorriso di Tilde Grange, la signora della latteria in via Gramsci

Ingrandisci la foto: Tilde Grange aveva 91 anni
Tilde Grange aveva 91 anni
3 minuti di lettura

AOSTA (mpl) L’odore di una latteria è ormai così raro che appartiene ai nostri ricordi. Un tempo Aosta era costellata da questi negozi, considerato come l’acquisto del latte fresco fosse una pratica giornaliera, alcuni si sono trasformati, la maggior parte ha chiuso. La signora Berger apparteneva proprio a quel mondo scomparso, Clotilde per tutti Tilde – che sabato scorso per il suo funerale ha ancora riunito in Cattedrale i volti del commercio storico cittadino e dei tanti clienti, a ricordare il negozio di via Gramsci che apriva presto al mattino e chiudeva tardi la sera, aspettando gli ultimi ritardatari.

Tilde Grange era originaria di Pré-Saint-Didier, nata il 12 maggio 1934, seconda dei 5 figli – con Aldo, Ubaldo, Marco ed Ottilia, detta Pupa – di Adelina Blanc e Francesco, dipendente dell’Anas per la statale 26, tutti cresciuti nella prima rossa casa cantoniera sulla strada del colle del Piccolo San Bernardo a La Thuile. Nel 1959 Tilde era diventata la signora Berger, sposando ad ottobre Ino – Severino – Berger di Champdepraz, e dopo avere abitato per qualche anno a Quart la coppia si era trasferita ad Aosta, in centro vicino all’abitazione di Romano Fosson, amico fraterno e socio di Ino nell’impresa edile.

La latteria nella Casa Jacod di via Gramsci era già un’istituzione ed apparteneva alla famiglia Lugon. Tilde, con i 2 figli cresciuti, Ivana del 1960 e Roberto del 1962, la rilevò nel 1973, poi rimase inaspettatamente vedova nel 1975, a soli 41 anni. Il negozio divenne così la sua vita, a pochi passi dall’alloggio di via Losanna, un posto sicuro, nel quale fare crescere le amicizie. La signora Berger, come la chiamavano i clienti, sempre inappuntabile, curata nell’aspetto, con il suo camice dietro al banco diventò un simbolo del centro storico, offrendo un servizio senza orari, con una presenza assidua, aiutata il più possibile dai suoi ragazzi Ivana e Bebo, oltre che dalla sorella Pupa.

Come dimenticare i furgoni della Centrale Laitière che anche 2 volte al giorno scaricavano le cassette piene di bottiglie di vetro ritirando i vuoti, poi le speciali fontine esposte in vetrina o ancora le bacinelle contenenti i famosi tomini di Chiaverano. Per i bambini Tilde Berger era il sorriso, non mancava mai di viziarli con un pezzo di formaggio. Una persona davvero speciale, sempre ben disposta verso il prossimo, che ha tenuto aperta la latteria sino al 31 dicembre 1999, in una zona in rapida evoluzione, con i vecchi negozi – a cominciare dai suoi vicini, come la Profumeria Veglio, la Panetteria Raspino e l’Ancien Bazar – che uno dopo l’altro lasciavano il posto a marchi senza personalità.

Malgrado l’impegno del negozio, mamma Tilde è stata sempre molto presente nella vita dei suoi ragazzi, ai quali ha insegnato cosa vuol dire volersi bene e come fare fronte alle avversità. Ha fatto lo stesso con i nipoti, ai quali era legatissima: Marta e Valeria, figlie di Ivana e Dario Zilio, Luca e Mattia, figli di Roberto e Claudia Soave. Sempre molto indipendente, da via Losanna in estate si spostava a Blavy di Saint-Christophe per trascorrere i mesi più caldi con i nipoti, allacciando nuove amicizie nel villaggio, come era facile per lei, vera commerciante. Soltanto alla fine di maggio, a causa di un peggioramento delle condizioni di salute, si è trasferita da Ivana e mercoledì 16 ha infine lasciato il suo bellissimo ricordo a noi tutti.