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Maria Giuliana Indrio, il medico con la passione per la cultura

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Aveva da poco compiuto 82 anni – era nata il 10 luglio del 1938 a Roma – Maria Giuliana Indrio, “medico anestesista rianimatore”, come ha voluto essere ricordata sull’epigrafe. Infatti è mancata martedì scorso, 21 luglio. Figlia di Ugo Indrio, discendente di un’importante famiglia lucana – il nonno era direttore della cassa di credito agrario della Basilicata – è venuta in Valle d’Aosta seguendo l’amore del papà, giornalista a capo della redazione romana de Il Corriere della Sera, per la valle di Cogne, dove amava soggiornare durante le estati con tutta la sua numerosa famiglia.

Primario del reparto di anestesia e terapia antalgica dal 1985 al 1995 ha introdotto, prima in Italia in un ospedale pubblico, l’analgesia del parto mediante anestesia peridurale, organizzando tra l’altro a Courmayeur nel 1990 il convegno italo-francese “Analgoanestesia ostetrica e benessere materno fetale”. Nessun altro congresso di anestesia è stato fatto su questo argomento da allora. Nel 1991 Maria Giuliana Indrio raggiunge un altro traguardo importante: viene inaugurato il primo servizio in Italia di sorveglianza post-operatoria (réveil) annesso alle sale operatorie e tuttora funzionante. Nel frattempo nasce pure l’Ambulatorio di terapia del dolore gestito dagli anestestisti.

Il pionieristico impegno della dottoressa Indrio va inquadrato in un periodo storico in cui ha dovuto fronteggiare un ambiente fortemente maschilista, in cui peraltro la figura dell’anestesista in sala operatoria non era ancora prevista e le terapie e le cure venivano somministrate senza l’aiuto della moderna tecnologia. Il paziente veniva messo dalla dottoressa Indrio sempre in primo piano e alla sua professionalità univa un raro sentimento di umanità. Lo stesso che l’ha spinta in Madagascar nel 2008 come volontario nell’ospedale di Vohipeno, gestito dalle suore della Misericordia di Roma.

Instancabile lettrice e donna molta colta, durante l’incarico in ospedale ha voluto dedicarsi alla politica, ma più ancora all’impegno nel pubblico come assessore tecnico nel settore della cultura. Pertanto tra il 1995 e il 2000 fece parte della Giunta comunale di Aosta, con la delega alla Cultura e alle Politiche giovanili, nella consiliatura del sindaco Pierluigi Thiébat, un collega medico, che la volle nella sua “squadra”. In questo ruolo fece vivere ad Aosta un periodo brillante dal punto di vista culturale, con una visione innovativa che portò alla nascita di tanti appuntamenti destinati a proseguire per numerose edizioni: da Agorà, che vedeva piazza Chanoux trasformarsi in una gigantesca libreria – poi diventata negli anni Babel e infine Les Mots -, passando per il rilancio dell’offerta della Saletta d’arte comunale, sotto i portici di via Xavier de Maistre, e la creazione del Forum dei giovani.

Componente del comitato scientifico della Fondazione Courmayeur Mont Blanc, Maria Giuliana Indrio è stata anche membro del primo Consiglio di amministrazione della Fondazione Clément Fillietroz che gestisce l’Osservatorio astronomico regionale di Saint-Barthélemy a Nus. Chiamata ancora a lavorare nella clinica di Saint- Pierre circa 8 anni fa, non ha resistito all’amore per la medicina ed è tornata a fare il medico, sebbene per poco tempo.

La dottoressa Indrio, come veniva sempre chiamata anche fuori dell’ambiente di lavoro, è stato un medico a 360 gradi e una mamma esemplare di Marco, Daniela e Fabio Platania che lascia assieme al marito Bruno Platania, ex primario di Recupero e rieducazione funzionale all’Ospedale “Umberto Parini” di Aosta. I funerali sono stati celebrati nel pomeriggio di ieri, venerdì 24, in Cattedrale.