VALPELLINE (qdn) «Se tutte le operazioni si svolgeranno senza problemi, come di fatto sta avvenendo, sarà possibile procedere alla riapertura della strada regionale 17 in tempi rapidi perché né la strada né le opere di difesa della stessa sono state interessate dalla frana dello scorso 17 marzo».
Così l’assessore alle Opere pubbliche Davide Sapinet si è espresso in Consiglio Valle giovedì scorso, 17 aprile, rispondendo a un’interrogazione del consigliere Claudio Restano. «Il crollo di massi ha coinvolto il Ru Pompillard: – è entrato nel dettaglio Davide Sapinet – in particolare, è stata danneggiata la tubazione interrata con fessurazioni e disarticolazioni che rendono non opportuna l’attivazione della funzione irrigua del canale. Tuttavia i blocchi crollati dalla parete rocciosa e propagatisi a valle del canale non hanno raggiunto la barriera paramassi a protezione della strada regionale 17, fermandosi sul pendio più a monte.
Tale situazione ha tra l’altro confermato la validità tecnica delle simulazioni realizzate nel corso della progettazione di tale barriera paramassi, la quale rimane in piena efficienza. Nella prima fase post crollo le strutture regionali intervenute hanno indicato all’Amministrazione comunale la necessità di adottare un’ordinanza di chiusura della viabilità regionale e di quelle consorziali presenti a valle del Ru.
Con verbale di somma urgenza del 25 marzo, la Struttura Sistemazioni montane ha attivato un intervento destinato alla messa in sicurezza dell’area a monte del canale, all’integrazione e al ripristino dei manufatti di difesa realizzati dalla stessa struttura dopo l’evento del crollo nell’autunno del 2019 ed alla riparazione delle tubazioni danneggiate: l’urgenza è dettata dall’impossibilità di garantire nei tempi opportuni il ripristino dell’erogazione idrica funzionale per il territorio di Roisan e per i territori di Aosta, Saint-Christophe e Quart e di garantire la fruibilità della viabilità consorziale.
Sono stati individuati 3 volumi rocciosi con evidente situazione di forte instabilità residua nella zona di distacco, che sono stati demoliti con esplosivo nella giornata di martedì».
«Alla detonazione faranno ora seguito le operazioni di riparazione del canale e della relativa pista di servizio ma soprattutto la stabilizzazione del materiale franato e il riposizionamento della barriera paramassi a monte del canale. – ha proseguito Davide Sapinet –
Al momento non è possibile fare un’esatta previsione dei tempi degli interventi perché attività di questo tipo sono sempre affette da incertezza: molto dipenderà da come si presenta la situazione dopo la demolizione dei volumi instabili. Potrebbero essere richiesti ulteriori interventi di disgaggio e di consolidamento allungando i tempi delle lavorazioni.
E’ tuttavia ragionevole ipotizzare che al termine di queste opere il livello di pericolosità residuo torni quello antecedente al crollo del 17 marzo se non altro perché una parte di volumi instabili è già franata mentre sull’altra porzione si è intervenuto. Si può quindi concludere che i tempi di chiusura della strada regionale 17 saranno quelli strettamente necessari alla mitigazione del pericolo di caduta massi.
Chiaramente si tratta di una situazione di disagio per gli utenti ma è un inconveniente necessario per consentire l’azione degli enti regionali a favore della sicurezza».
«Quella strada è molto importante per le comunicazioni tra Comuni e per l’afflusso dei turisti: confidiamo in una soluzione rapida» ha replicato Claudio Restano, dichiarandosi soddisfatto della risposta dell’Assessore.


