SAINT-RHÉMY-EN-BOSSES (zgn) Nel 2024 il numero di pellegrini che ha percorso l’itinerario della prima tappa della Via Francigena in Italia, a Predumaz di Bosses, è in leggero calo rispetto all’anno precedente. E’ quanto emerge dall’analisi dei dati raccolti in un punto di intervista per i pellegrini di passaggio. Promotore dell’iniziativa, nei pressi dell’abitazione in cui si trasferisce in estate (il resto dell’anno abita ad Aosta), è Domenico Chatrian, 83 anni, pensionato Usl dove era responsabile della sicurezza dei dipendenti, appassionato di pellegrinaggi.
«E’ stato predisposto un timbro per la credenziale e un registro dove segnare nome, provenienza e motivazione. – racconta Domenico Chatrian – In 4 mesi, da giugno a settembre 2024, sono transitati lungo la prima tappa italiana della via Francigena i 1.159 pellegrini mentre l’anno precedente ne erano passati 1335». In base alle statistiche elaborate da Domenico Chatrian, tra questi gli italiani sono stati 406 (a fronte dei 517 del 2023), i francesi 141 (erano 127), gli svizzeri 98 (106) gli statunitensi 90 (94), gli inglesi 66 (65), i tedeschi 64 (41), gli olandesi 59 (43), gli australiani 55 (90), i belgi 38 (50), i canadesi 24 (39), gli svedesi 14 (13), i neozelandesi 14 (12), gli spagnoli 13 (20), gli irlandesi 9 (17) e i norvegesi 7 (7). Quindi, a conti fatti, l’80 per cento proveniva da Paesi europei e il 20 per cento da paesi extraeuropei: di questi ultimi i più numerosi sono stati gli statunitensi.
Tra i pellegrini vi sono quelli che hanno una motivazione spirituale, ovvero di percorrere l’intera Via da Canterbury a Roma e l’intero percorso italiano dal Gran San Bernardo a Roma, e altri che hanno un obiettivo turistico-sportivo. Quasi tutti i pellegrini hanno già percorso il Cammino di Santiago, che è frequentato dall’inizio degli anni Cinquanta mentre la Via Francigena lo è solo dagli anni Duemila. Rispetto al Cammino di Santiago, gli intervistati in passato hanno segnalato che a loro avviso sulla Francigena sia un po’ carente l’accoglienza che in Spagna, invece, si estrinseca in una fitta rete di ostelli comunali e parrocchiali nei quali l’ospitalero, che è un volontario che presta la propria opera gratuitamente, manda avanti la struttura. Questo permette di mantenere le tariffe del pernottamento molto basse, non dovendo la struttura generare un utile, dato che non è un’attività commerciale.
Anche i ristoranti, da quelli più semplici a quelli rinomati offrono un menu a prezzo contenuto. Rispetto alle ragioni del calo, sia pur contenuto, di pellegrini sulla Via Francigena nel 2024 rispetto al 2023, Domenico Chatrian osserva che «Può essere che quest’anno grazie al Giubileo aumentino nuovamente».

