Aosta

«Casa Deffeyes avrebbe potuto essere una sede maggiormente degna per guide alpine e Cai»

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Sulla vendita all’asta di Casa Deffeyes da parte del Comune di Aosta, riceviamo e pubblichiamo un contributo di Jeanette Fosson.

E’ con piacere che apprendo che lunedì 11 agosto, al Forte di Bard, ci sarà una grande festa per celebrare il mezzo secolo di storia dell’Unione Valdostana Guide di Alta Montagna e premiare coloro che contribuirono alla sua fondazione nel 1975. Sarà certo l’occasione per ricordare che nel 1850 si costituì a Courmayeur la prima Società di Guide Alpine nata in Italia, la seconda al mondo dopo quella di Chamonix del 1821. La Société des Guides de Courmayeur festeggia quest’anno il suo 175esimo anniversario. Essa dispone di una sede storica, la Casa delle Guide, e di un Museo Alpino, recentemente restaurato, intitolato al Duca degli Abruzzi “in onore di colui che principalmente ne sostenne l’apertura anche con generose elargizioni”. In questo museo, che si sviluppa su due piani, si può conoscere ed apprezzare la montagna non solo scalandola ma anche attraverso collezioni d’arte, resoconti di esplorazioni e cimeli d’epoca.

Contemporaneamente, le coeur gros et plein de tristesse, apprendo la notizia che la Casa Deffeyes, situata nel centro storico di Aosta, ai margini di una area verde destinata, anni or sono, a parco, sarà messa all’asta, verosimilmente oggetto di speculazione edilizia privata. La Casa Deffeyes fu abitazione di Joseph Deffeyes, cancelliere del Tribunale, e di Olga Brivio e dei loro figli: Edmond, segretario del Centro Alpinistico di Aosta, deceduto all’età di 28 anni sotto una slavina al Piccolo San Bernardo, Albert, professore, valente alpinista, precettore della Casa reale e guida scelta della principessa e poi regina Maria-José, presidente del Club Alpino di Aosta e promotore del nuovo Rifugio Torino inaugurato nel 1952 al Colle del Gigante, convinto sostenitore del valore della “scuola della montagna”, profondo conoscitore delle bellezze naturali ed artistiche della Valle d’Aosta, assessore regionale al Turismo, deceduto improvvisamente all’età di 40 anni ed accompagnato all’ultima dimora dai maestri di sci e da tutte le guide valdostane sinceramente commosse per la scomparsa di uno dei loro più validi sostenitori, conscie che la scomparsa del professore Albert Deffeyes avrebbe lasciato un grande vuoto nel mondo dell’alpinismo e del turismo valdostani. Questo ramo della famiglia Deffeyes si è estinto con la scomparsa dell’eccentrica, pluri-laureata, profonda conoscitrice di musica, professoressa Gioconda, appassionata alpinista come i fratelli. Credo che fosse volere della famiglia destinare la Casa Deffeyes alla comunità.

Alcuni anni fa la Giunta comunale di Aosta, che aveva occupato gli uffici del CAI e dello Sci Club Aosta situati nell’Hotel des Etats, aveva deciso di destinare la Casa Deffeyes a sede del Club Alpino Italiano e all’Associazione delle Guide Alpine Valdostane. Oltre che doveroso risarcimento per lo sfratto, tale scelta poteva (e può) dare risposta ai desiderata della famiglia Deffeyes. Spiace constatare che né l’Amministrazione pubblica né il CAI e le associazioni delle Guide Alpine, riunite sotto sigle diverse, siano state in grado, anche attraverso pubbliche sottoscrizioni, di evitare il degrado e l’abbandono di un bene generosamente donato alla fruizione pubblica. Dovutamente valorizzata, più accessibile ai visitatori di una sede periferica ai margini del l’industria siderurgica, avrebbe potuto essere una sede maggiormente degna per queste associazioni, favorendo la fruizione, la conoscenza e la valorizzazione della ricca storia dell’alpinismo valdostano, patrimonio culturale dell’intera comunità.

Jeannette Fosson