Aosta

I futuri artigiani con le loro opere invadono i portici del Municipio

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AOSTA (mye) Sono l’orgoglio dei maestri artigiani, sempre più bravi e ingegnosi, tanto che da allievi delle scuole molti diventano espositori se non professionisti che ora troviamo negli atelier. Sotto i portici del Municipio di Aosta si sono riparati dall’umidità e dal freddo dei giorni della Fiera di Sant’Orso con il buonumore che accompagna la manifestazione più importante della Valle d’Aosta, condito con polenta, fontina, salsicce e la voglia di stare assieme. Questo è il clima che si trova attorno ai banchi della Scuola di scultura di Chambave. Qui, istruiti da Manuel Baravex, i 16 allievi vanno dal più giovane, Joel Chamois del 2009, a Ezio Donetti, classe 1949. «Realizziamo bassorilievi. – racconta Ezio Donetti – Ciascuno di noi ha interpretato portoni, finestre, animali e paesaggi, manufatti in vendita tra 30 e 150 euro». Troviamo così dettagli colorati o ricavati dalle sfumature del legno, come il combat tra reines, misteriose serrature e muretti rifiniti.

A Fénis sono addirittura 2 i corsi, organizzati da Luciano Regazzoni in giorni diversi per venire incontro ai numerosi allievi. Nel “corso B” si va dai 18 ai 70 anni, con soggetti diversi, scolpiti nel legno di noce o di tiglio. «Il maestro Luciano Regazzoni ci lascia libertà di espressione. – afferma Gian Luca Lamanna – Dice “Voi fate e io guardo”, poi lui passa e controlla il lavoro. La raccomandazione è piuttosto sul colore: ripete sempre di scegliere una colorazione tenue o è meglio non usarla affatto». I soggetti preferiti sono gli animali, che spiccano sugli sfondi, ma sono presenti anche simpatiche scene con Santa Claus e le iperrealistiche scarpe di legno. Molto particolare, colorato e variegato, è il banco della Scuola di lavorazione del cuoio di Saint-Pierre di Aldo Andres Villegas Castiglioni, che ha anche realizzato il ciondolo della Foire 1025, il sapée o sabot da signora. Spiccano i lavori di Sophie Bois e Massimiliano Zani, i più esperti e veloci tra gli 11 del corso, ma sul lungo banco tra i portici e la piazza sono esposti manufatti per tutti i gusti. « Realizziamo oggetti di tutti i tipi, in vendita dai 3 ai 150 euro – riferisce Federica Fazari – Proponiamo orecchini, portacarte, e anche pratiche borsette da mano. Quest’anno abbiamo molte valigette, tema dell’anno scorso, perché lo zaino in pelle e cuoio su cui lavoriamo quest ’anno non è ancora pronto, lo presenteremo alla prossima occasione, la Fiera estiva ad Antey-Saint-André». Per lavorare la pelle e soprattutto il cuoio serve grande manualità. «Soprattutto – aggiunge Federica Fazari – siamo un gruppo molto unito, ci piace stare assieme e la Fiera è la migliore occasione».

A Gignod, la scuola di vannerie è tenuta da Silvy Ferracin. Anche qui si tratta di un gruppo particolarmente affiatato, 15 allievi tra i 27 e i 70 anni. La durata del corso sarebbe di 4 anni ma per la bella compagnia c’è chi si trattiene anche oltre. «Un cestino o una gerla va sempre bene, con fondo intrecciato o di legno, in tutte le forme che possiamo immaginare. – dichiara Annie Jovial – Abbiamo portato oggetti di ogni dimensione, dai tappi e le calamite da pochi euro fino agli alberi di Natale che ne costano un centinaio. Ho collaudato, come landzetta, il papillon intrecciato e ora lo proponiamo a tutti». Molto particolari sono anche le mongolfiere dove il cestino in vimini è appeso a un pallone realizzato con una piccola zucca.

Il maestro Manuel Baravex tiene un corso anche a Châtillon, oltre che a Chambave. I 17 allievi hanno tra i 40 e i 50 anni, tutti fra il primo e il terzo anno. «Faceva parte del nostro gruppo anche Danieli Ory, che crea violini e ora è tra i professionisti. – ricorda uno dei corsisti, Aldo Campelli – Abbiamo esposto sotto i portici i frutti di tante ore di lavoro, realizzati in noce, cirmolo o tiglio e con tanta fantasia ». Con prezzi tra gli 80 e i 400 euro, le opere vanno dalla “faccia di libri” di Aldo Campelli, realizzata ispirandosi allo stile dell’Arcimboldo, agli gnometti con gli sci o con un grande cuore. Ad attirare l’attenzione è l’oca che spunta tra le assi, realizzata da Daniel Pinet, mentre Angelo Ronconi si ispira al surrealismo per il suo galletto, di grandi dimensioni, con le faccine lungo la coda. In Fiera ci sono anche i futuri professionisti del legno, gli studenti del Don Bosco di Châtillon. I ragazzi di quinta hanno realizzato un mobile espositore, in cui presentano pialle e attrezzi di un tempo. Accompagnati dai docenti René Allera, Rémy Péaquin e Felicino Philippot, partecipano anche alunni del terzo e quarto anno, mentre gli ex allievi hanno i loro stand nell’Atelier, come i fratelli Piero e Valter Mussatti. «Abbiamo portato una credenza – spiega Julien Carrel – una porta interna e degli appendi abiti. Nell’espositore, ci sono alcuni dei nostri esercizi, per realizzare incastri perfetti ».