AOSTA (zgn) Nel Quartiere Cogne di Aosta la ditta Armorfer sta procedendo al montaggio del Liebherr Zeus R980, ovvero il gigantesco mezzo cingolato che demolirà i 2 grattacieli. Le diverse parti meccaniche hanno iniziato ad arrivare da Siziano, in provincia di Pavia, la sera di domenica scorsa, 1° giugno: i cingoli da 19 tonnellate ciascuno, il contrappeso della gru da 34 tonnellate, il braccio base da 22 tonnellate e quello telescopico da 42 tonnellate. Il Liebherr Zeus R980 pesa 200 tonnellate ed è dotato di una pinza idraulica lunga oltre 60 metri di lunghezza che sbriciolerà gli edifici. Inizierà dai primi del prossimo mese di luglio da quello più basso, ex Arer, per poi spostarsi sul vicino più alto, di 12 piani. Un intervento che ha richiesto modifiche alla viabilità: sono chiuse via Chamonin – dall’incrocio con via Pollio Salimbeni, davanti al ristorante Casa Aurora, alla rotonda di via Elter – e via Elter, ma solo alle auto: si potrà percorrere soltanto la corsia est, ma con l’inversione del senso di marcia per consentire l’attraversamento della città da corso Saint-Martin-de-Corléans verso il Quartiere Cogne. Il tratto di via Chamonin è chiuso anche ai pedoni. E il tema della riqualificazione del Quartiere Cogne è stato nuovamente dibattuto con un’interrogazione a risposta immediata presentata dal gruppo Forza Italia nella seduta del Consiglio Valle di giovedì scorso, 5 giugno.
«La riqualificazione di questa zona di Aosta è stata oggetto di investimenti significativi nella logica del risparmio energetico, ma non solo. – ha sostenuto il vice capogruppo Mauro Baccega – Si è trattato di una riqualificazione parziale che ha tralasciato troppi interventi e alcuni clamorosamente sbagliati. Incredibilmente, negli edifici adiacenti ai Condomini I, sono state sostituite solo delle parti di tetto. Per quale motivo sono stati rifatti a “macchia di leopardo”? Sono forse previsti interventi successivi?».
L’assessore alle Opere pubbliche Davide Sapinet ha premesso che «Tutti gli interventi previsti al Quartiere Cogne procedono nel rispetto dei cronoprogrammi di aggiudicazione degli appalti, coerentemente con i finanziamenti Pnrr. Si conferma l’avanzato stato di realizzazione dei 4 fabbricati rispettivamente in via Gran Paradiso e in via Monte Bianco che ospiteranno ben 72 nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica. Quanto poi ai lavori per la demolizione dei grattacieli, sono stati avviati e sono attualmente in pieno svolgimento. Al riguardo è stato indetto un momento di confronto con gli abitanti, cui era presente, oltre ad Arer e all’Am -ministrazione comunale di Aosta, anche la ditta esecutrice dei lavori, nel corso del quale sono stati fugati dubbi e preoccupazioni dei residenti presenti. Parimenti sono stati fatti nelle scorse settimane 5 incontri con gli abitanti del quartiere per affrontare tutte le problematiche relative agli interventi ancora in corso, tra cui l’autorimessa interrata di via Liconi dove i lavori, che si concluderanno entro fine anno secondo il cronoprogramma, permetteranno finalmente la riapertura dell’autorimessa chiusa dal 2018 con una dotazione di 340 posti auto a servizio degli abitanti».
Rispondendo alla domanda puntuale, l’assessore Davide Sapinet ha chiarito che «Gli edifici a “elle” di via Alessi, via Chatrian e via Chamonin sono composti da una parte originaria, con i corpi C1, C7, C8, D3 e D4, e da un’aggiunta successiva, con i corpi H1, H5, H6, H7 e H8, costruita per collegarsi alle torri I1, I4 e I5. Le parti H, costruite diversamente e con solai in cemento armato, non hanno richiesto interventi sul tetto. Le parti originarie, invece, con copertura in legno e tegole, sono state oggetto di completo rifacimento. Non si è trattato di lavori “a macchia di leopardo”, ma di una scelta progettuale mirata. Non sono previsti ulteriori interventi».
«Io mi fiderei un po’ meno delle risposte che fornisce Arer e invito l’Assessore a fare dei sopralluoghi. – ha replicato Mauro Baccega – Quei tetti fatti a metà sono un ulteriore sbaglio clamoroso. Sarà doveroso pensare alla revisione totale del rapporto con Arer, perché la popolazione del quartiere sta subendo innumerevoli disagi, con la gente che viene buttata fuori casa ed è in mezzo ad una strada».

