AOSTA (zgn) Mentre la politica è in surplace, con Giovanni Girardini di Renaissance Valdôtaine che naviga a gonfie vele verso la candidatura a sindaco per il centrodestra alle prossime elezioni «Ma ancora non dico chi sarà il o la vice sindaco», e il Pd che spinge per un accordo rapido con Uv e Autonomisti di Centro non solo per le Comunali, ma anche per le Regionali e il referendum di domenica 10 agosto sulla legge elettorale, all’Hotel de Ville si apre un nuovo, rovente fronte polemico.
Ed è quello sulle cause della desertificazione commerciale di Aosta. I vertici di Confcommercio Valle d’Aosta puntano il dito sul l’Amministrazione comunale accusata perlomeno di disinteresse verso la categoria degli esercenti ma il sindaco Gianni Nuti non ci sta e risponde a muso duro.
«Attività penalizzate dalle scelte del Comune»
A dar fuoco alle polveri è una nota dell’ass ociazione degli esercenti che «Esprime forte preoccupazione per lo stato del commercio nel capoluogo valdostano, in netto contrasto con la visione ottimist i ca recentemente espressa dal sindaco Gianni Nuti secondo il quale “va tutto bene”. La nostra associazione in realtà denuncia una progressiva desertificazione commerciale che sta colpendo non solo le storiche vie del centro come via Martinet e corso Saint-Martin-de-Corléans, ma si sta estendendo in modo preoccupante anche ad altre zone della città. Particolarmente critiche le situazioni in via Monte Vodice e del Quartiere Dora, dove le scelte dell’Amministrazione comunale hanno penalizzato significativamente le attività commerciali.
A queste problematiche si aggiungono le frequenti chiusure immotivate dei parcheggi in zone strategiche del centro città per manifestazioni che, secondo l’Associazione, potrebbero trovare collocazioni alternative senza impattare negativamente sulle attività commerciali. Evidenziamo inoltre problemi di coordinamento tra gli uffici comunali, posizionando cartelli di divieto giorni prima dell’iniziativa con poca attenzione alla comunicazione dell’esatto periodo di divieto che hanno causato disagi a cittadini e turisti».
Il presidente di Confcommercio Aosta Ermanno Bonomi rincara la dose sostenendo che «La gestione del commercio cittadino da parte dell’Amministrazione Comunale appare sempre più disattenta alle nostre grida d’allarme».
«Non mancano le armi ma una strategia condivisa»
Ermanno Bonomi aggiunge che: «Non possiamo condividere le recenti dichiarazioni del sindaco Gianni Nuti sul commercio al dettaglio e sul suo presunto rischio di estinzione. Il Comune sostiene di avere armi limitate, ma noi crediamo che il reale problema non siano le armi ma la mancanza di strategia condivisa che includa l’abbellimento della città, la cura dell’arredo urbano e del verde pubblico, oltre a una maggiore attenzione alle esigenze delle imprese.
Servono progetti concreti di sviluppo e sostegno, come già avviene in altre città italiane. Confcommercio è sempre stata e continua ad essere un valido interlocutore per le Amministrazioni comunali, ma è fondamentale essere coinvolti nei processi decisionali fin dall’inizio, non a decisioni già prese».
Dal canto suo Graziano Dominidiato, presidente Fipe Confcommercio Valle d’Aosta precisa: «Siamo rammaricati in quanto l’Amministrazione comunale ha avuto 5 anni di tempo per trovare le sinergie giuste con la principale associazione di categoria di Aosta, invece ha perso un’occasione per cercare e creare utili opportunità volte alla crescita della città. Un esempio su tutti la zona est del capoluogo ovvero via Garibaldi e Arco d’Augusto con scelte quanto meno discutibili e più volte da noi rimarcate. Solo attraverso una collaborazione reale e una pianificazione strategica sarà possibile invertire questa tendenza negativa e rilanciare il commercio nel capoluogo valdostano, nell’interesse non solo degli operatori commerciali ma dell’intera comunità cittadina».
La risposta del Sindaco: «Critiche prima delle elezioni»
Il sindaco Gianni Nuti, però, non porge l’altra guancia e dichiara: «Sono rimasto solo parzialmente sorpreso dal comunicato dell’associazione – un minestrone frutto della rimasticazione di post social, la nota di un movimento politico e un paio di articoli di giornale apparsi nelle ultime settimane – in quanto la stessa ha già dato prova, nel passato più e meno recente, della sua capacità di intervenire a gamba tesa alla vigilia degli appuntamenti elettorali in maniera del tutto strumentale, ma di certo non a vantaggio dei suoi iscritti.
Si imputano al Sindaco e alla sua Amministrazione le disgrazie del settore commerciale e turistico della città contestando la sua “visione ottimistica” e una pletora di micro e mega questioni: dall’esposizione dei cartelli di divieto di sosta alla “mancanza di strategia condivisa”. A tale proposito, non è mia intenzione entrare nel merito di ogni singola problematica evidenziata, anche se sulla desertificazione di via Martinet, in atto da almeno 2 decenni, e sulla centralità di corso Saint-Martin-de-Corléans ci sarebbe da discutere, ma piuttosto precisare quanto ho più volte espresso, insieme alla Giunta, a partire dal Programma di governo per la città, vale a dire la necessità di completare la piena transizione di Aosta verso la vocazione turistica e di moderno centro di servizi attraverso politiche volte a ridefinire il rapporto tra il centro cittadino e i suoi quartieri, processi di riqualificazione del territorio e il completamento di un modello di fruibilità degli spazi urbani più moderno e gradevole per le persone».
«Iniziative che attraggono visitatori e flussi turistici»
Gianni Nuti prosegue: «La transizione è in corso, certo non tutto è andato come avremmo voluto, e questo è stato più volte sottolineato, ma i progetti messi a terra, tra gli altri, sul Quartiere Cogne, sul Quartiere Dora, sulla rete ciclabile, sicuramente portatori di disagi temporanei fanno il pari con gli investimenti sul versante della cultura, degli eventi, delle iniziative realizzate con tutti gli attori pubblici e privati del territorio, a volte anche con Confcommercio, capaci di attrarre visitatori e di generare flussi turistici.
Però l’associazione, invece di plaudere alla diffusione degli eventi su tutto il territorio e di riconoscere lo sforzo fatto per delocalizzare sempre più le manifestazioni da piazza Chanoux e rivitalizzare la zona dell’Arco d’Augusto e di via Garibaldi, riesce paradossalmente a lamentarsi delle iniziative proposte in piazza Arco d’Augusto, lamentandosi dei parcheggi chiusi in maniera immotivata proprio per ospitarle. E guarda caso, “honni soit qui mal y pense”, si lamenta praticamente solo del piazzale chiuso in piazza Ancien Abattoir dietro la propria sede».
Tra gli argomenti che Gianni Nuti porta a sostegno dell’operato positivo della sua Giunta vi sono i dati del turismo.
«A differenza di Confcommercio, pronta a “sparare” cavalcando il “mal di pancia” di qualcuno, – afferma Gianni Nuti – l’Amministrazione parla per fatti e dati che riguardano tutta la comunità, come quelli che dicono che, escluso il comprensorio, gli arrivi e le presenze ad Aosta sono cresciuti rispettivamente del 23,5 per cento e del 31,5 per cento dal 2023 al 2024 e, relativamente al solo periodo invernale, del 25 per cento e del 33 per cento tra 2023 e 2024 e del 37 per cento e del 49 per cento tra il 2023 e il 2025.
Non tutto merito di questa Amministrazione, ovviamente, quanto degli investimenti pubblici e privati che sono andati nella medesima direzione, avvicinando a compimento il disegno di prospettiva, ben più lungo di una o due consiliature, cui accennavo in precedenza. Credo che il presidente dell’associazione Fipe Confcommercio della Valle d’Aosta che ha vissuto un’esperienza da assessore al Turismo della città di Aosta, seppure conclusa in maniera turbolenta, sia in grado di riconoscere il lavoro svolto».
Ma l’interpretazione dei dati rivela un’altra realtà
Però i dati citati dal sindaco Gianni Nuti vanno interpretati in maniera diversa perché in realtà non fotografano un effettivo aumento dei flussi turistici ma rilevano l’emersione degli affitti privati in “in nero”, che in precedenza non potevano essere conteggiati, in quanto non registrati con CIR, il codice regionale, previsto dalla nuova normativa del settore. Quindi c’è veramente poco da vantarsi.
«Invece di un’analisi seria si cerca un capro espiatorio»
Il sindaco Gianni Nuti continua: «Ma torniamo al focus del cahier de doléances di Confcommercio secondo il quale il primo cittadino sarebbe disattento alle grida d’allarme dell’associazione. Si lamenta la mancanza di strategia condivisa, ma a parte che negli ultimi 5 anni l’Amministrazione ha coinvolto l’associazione in numerosi tavoli tematici in quanti legittima portatrice di interesse, e ferma restando l’assoluta responsabilità di chi amministra di realizzare le politiche per cui è stato eletto, chiedo, limitandomi a due esempi, qual è stata la risposta di Confcommercio quando abbiamo chiesto collaborazione per la cura dei fiori che avremmo posato lungo tutto il percorso del centro storico? Qual è stata la risposta quando abbiamo proposto una collaborazione per l’abbellimento delle vetrine degli esercizi commerciali chiusi in via Sant’Anselmo?
Infine, ribadisco che a fronte dei cambiamenti paradigmatici di portata transnazionale nel settore della produzione e della commercializzazione di beni e di servizi, e delle abitudini d’acquisto da parte del consumatore finale, già avvenuti negli ultimi anni e tuttora in corso, Confcommercio invece di approcciare un’analisi seria del fenomeno, preferisce cercare un capro espiatorio, reo di non posizionare sufficienti fiorellini e arredi. Fossero bastati quelli a far tornare la merciaia, il pescivendolo, il droghiere, il panettiere e la cartolaia credo che avremmo riempito di verde tutto il cardo e il decumano e non solo!».
Secondo il sindaco Gianni Nuti «La ricerca di strategie condivise finalizzate a interventi realmente efficaci e non solo di facciata passa attraverso un lavoro serio, lungo, faticoso, svolto dietro le quinte e certo non indolore o a costo zero. Purtroppo questo l’associazione, tesa a massimizzare l’abbrivio dato dai venti mediatici e social, non l’ha ancora compreso, e naviga da una sponda all’altra del mare cambiando opinione a ogni piè sospinto: “il Comune non organizza eventi”, “gli eventi ci sono ma sono troppo concentrati come periodo e sempre in piazza Chanoux”, “gli eventi sono diffusi ma per svolgerli si modifica la viabilità e si riducono i parcheggi”, “i commercianti hanno bisogno di ambienti cittadini riqualificati”, “i cantieri per la riqualificazione modificano la viabilità e nuocciono al piccolo commercio”.
L’auspicio, per la città e i suoi cittadini, è che l’associazione e i suoi rappresentanti possano trovare in futuro sponde politico-amministrative più comprensive e accoglienti per i loro attracchi fantasiosi».

