AOSTA (zgn) È stato svelato il progetto del nuovo parco Puchoz di Aosta, oggetto di una variante non sostanziale al Piano regolatore generale comunale. Infatti può essere visionato per eventuali osservazioni fino alle 12 di mercoledì 24 gennaio all’Ufficio Urbanistica del Comune di Aosta e sul sito dell’Ente. L’elaborato del Parco Puchoz di Aosta è stato redatto da un gruppo di progettazione coordinato dell’architetto Roberto Rosset, che comprendeva anche l’ingegnere Davide Maietti per gli aspetti strutturali ed impiantistici e l’agronoma Stefania Naretto dello studio Lineeverdi, di Torino, per gli aspetti agronomici. Ma quali sono i concetti che hanno ispirato questo progetto? «Siamo abituati a vedere le città così come sono – risponde l’architetto Roberto Rosset – e sembra che non siano facilmente modificabili. Ma le città vanno continuamente ripensate e reinventate, utilizzando quanto si è addizionato nel tempo e a volte togliendo ciò che è stato messo. La conversione dello stadio Puchoz in parco urbano si inserisce in un intervento più ampio di trasformazione della città con la mobilità dolce, piste ciclabili e pedonalizzazioni».
Con i muri abbattuti si liberano nuove visuali
L’obbiettivo finale del progetto è la creazione di un parco urbano, aperto e fruibile, e la nuova caratterizzazione dell’area dovrà essere garantita fin dal primo lotto funzionale. Nel progetto si legge che gli interventi della prima fase dovranno innanzitutto eliminare le attuali barriere che isolano l’area dal contesto – attraverso la rimozione della recinzione su via Torino e la demolizione dei muri perimetrali, della “Palazzina del Custode” (un abbattimento necessario perché questo edificio crea una strettoia in viale Garibaldi che verrà allargato per dotarlo di un vero e proprio marciapiede sul lato est e anche sul lato ovest, dove sarà anche realizzato un tratto di pista ciclabile connesso alla zona 30 di via Torino ed alla Zona a traffico limitato), la demolizione delle strutture del circolo tennis escluse dall’area oggetto di Partenariato Pubblico-Privato – e caratterizzare l’area come parco tramite inerbimento e piantumazione delle alberature ad alto fusto e delle specie arbustive di vario genere. Il primo lotto prevede la creazione di una collina grazie al riutilizzo in loco delle terre da scavo e dei materiali inerti da demolizione, previa analisi degli stessi. La collina, divisa in due parti da una cesura con pareti inclinate in cemento armato e collegate da una passerella dal percorso ciclopedonale per garantire l’attraversamento longitudinale del parco, verrà ricoperta da uno strato di terra di adeguato spessore per permetterne l’inerbimento e la piantumazione di arbusti così da inserirsi nell’area movimentandone l’andamento e preludendo alla conformazione finale. Verrà inoltre realizzata la predisposizione dell’area destinata al percorso fitness. La fornitura in opera delle attrezzature, esclusa dal primo lotto di intervento, potrà essere programmata dal Comune in base alle proprie esigenze e disponibilità. Il primo lotto, oltre all’impiantistica dell’area verde (sistema di irrigazione alimentato dalle acque del consorzio Mère de Rives – comprensivo di vasche di accumulo, realizzazione del pozzo di backup, illuminazione, videosorveglianza) prevede la realizzazione di una scarpata attrezzata lungo via Torino e dei raccordi in adiacenza del tratto ampliato di viale Garibaldi e dei principali percorsi di attraversamento del parco, nonché le predisposizioni impiantistiche e strutturali per i futuri bike park e “piastra multisport” con relativa piazzetta/gradonata all’angolo tra via Lucat e via Torino. Contestualmente all’inizio dei lavori previsti nel primo lotto, in caso di reperimento dei fondi necessari, verrà avviata la rifunzionalizzazione delle tribune (lotto 2) attraverso interventi di adeguamento strutturale e l’insediamento di spazi polivalenti e servizi all’interno del fabbricato che permetteranno all’area di essere ulteriormente sfruttata ed ospitare eventi e spettacoli. I lotti successivi (3 e 4) prevedono, a completamento del parco, la creazione della collina a copertura del parcheggio semi-ipogeo per biciclette e la realizzazione della “piastra multisport” nonché della gradonata e della pavimentazione a suo completamento. L’area oggetto di Partenariato Pubblico-Privato, che ospiterà il circolo tennis ed un bar-caffetteria a servizio sia del centro sportivo che del parco, può considerarsi come ennesimo lotto la cui realizzazione seguirà i tempi e i modi definiti dall’accordo tra Municipalità e futuri gestori.
Dal bike park alla piastra “multisport”
In dettaglio, la piastra “multisport”, ovvero una superficie di gioco circolare con tanto di gradonate, sul lato nord ovest, raccorderà la quota del parco con l’altezza di via Torino e di via Lucat. Il bike park è progettato come parcheggio seminterrato per biciclette con una copertura in manto erboso. Un percorso ciclopedonale lo attraverserà mentre, nella zona coperta, i parcheggi per le biciclette saranno 100, 10 dei quali dedicati alla sosta e alla ricarica di bici elettriche. Nell’angolo sud est del parco sarà realizzata una zona fitness, con l’installazione di un percorso attrezzato e la posa di un pavimento per esercizi a corpo libero.
“Rifunzionalizzazione” delle storiche tribune dello stadio
Si procederà quindi alla “rifunzionalizzazione” delle storiche tribune dello stadio. Da un lato, il progetto contempla un “consolidamento strutturale” e davanti ad esse sarà posato un “pavimento stabilizzato”, che servirà anche da palco per gli eventi. Internamente, oltre a 2 locali tecnici, spariranno gli spogliatoi per lasciare spazio ad una ciclofficina di 120 metri quadrati nell’ala est, un “museo stadio Puchoz” da 135 metri quadrati ed un infopoint, una zona con gli armadietti e una sala conferenze da 120 metri quadri che, attraverso una parete mobile, porta poi ad una sala polivalente da 90 metri quadrati. «Si è deciso di mantenere la parte centrale delle tribune, lunga una settantina di metri, – evidenzia l’architetto Roberto Rosset – perché preservano la memoria storica del campo sportivo. Abbiamo pensato a una musealizzazione di parte della struttura per raccontare la storia dell’Aosta Calcio. Le tribune saranno restaurate e adeguate sismicamente anche per il tramite di “cannocchiali” in cemento armato che le renderanno, se pur parzialmente, permeabili alla vista da sud verso nord».
Il parco urbano è un obiettivo prioritario dell’Amministrazione
L’assessore ai Lavori pubblici Corrado Cometto esprime soddisfazione per il progetto, osservando che «La forza principale è il suo radicamento politico. L’intenzione di trasformare l’impianto sportivo in un parco era uno dei punti principali del nostro programma di governo. Offrire ai cittadini e ai turisti aree verdi, a scopo ricreativo e sportivo, nel centro della città è irrinunciabile per la Giunta e per la nostra maggioranza. Tant’è che il progetto è stato inserito come obiettivo di performance di un’area dirigenziale e, dopo un anno di lavoro multidisciplinare che ha coinvolto Sport, Commercio, Patrimonio, Strade, Urbanistica e Mobilità, Servizio Idrico Integrato, Impianti, Verde Pubblico, Polizia Locale dopo attenta valutazione degli obiettivi, si è arrivati alla redazione del Documento di Indirizzo alla Progettazione, approvato in Giunta comunale con deliberazione numero 183 del 12 ottobre 2022».
Ma al momento manca la copertura finanziaria
Una delle critiche è che c’è il progetto ma non ci sono i soldi, oltre 6 milioni e 876mila euro più Iva e spese di sviluppo della progettazione esecutiva, per realizzarlo: è così? «Certo. E’ proprio così. – ammette l’assessore Corrado Cometto – Evidentemente la Giunta non lascerà nulla di intentato per garantire la copertura finanziaria dell’opera. Ma, d’altronde, da qualche parte bisognava partire e tanti finanziamenti vengono erogati solo se gli enti si sono già dotati almeno del primo livello di progettazione. Saremmo riusciti ad ottenere i finanziamenti del programma Rigenerazione Urbana sul Quartiere Dora, per circa 12 milioni di euro, se non avessimo avuto, grazie alla lungimiranza delle Giunte precedenti, 4 progetti preliminari già redatti? La risposta è: no». Una stima sui tempi di realizzazione: in che anno il parco Puchoz potrebbe diventare realtà? «Nei lavori pubblici, anche se sono finanziati e appaltati, è difficile fare delle stime attendibili. – evidenzia l’assessore Corrado Cometto – Si tratta di operazioni complesse, dove si intersecano problematiche tecniche, amministrative e finanziarie. Si rischia di dare indicazioni che vengono smentite dopo qualche tempo. In questo caso non abbiamo neanche il finanziamento per cui fare previsioni è ancora più difficile. Visto l’importo delle opere, la gara per individuare l’operatore economico per le successive fasi progettuali e il direttore dei lavori sarà europea, quindi richiederà 6 mesi circa. E poi occorrerà redigere il progetto, validarlo, approvarlo, appaltarlo. Anche se avessimo subito le risorse finanziarie arriviamo tranquillamente alla prossima consigliatura. In ogni caso, l’impianto è già stato aperto, in via sperimentale, nel mese di agosto ed è utilizzato dalle Istituzioni scolastiche, grazie ad un accordo con la Soprintendenza agli Studi, per lo svolgimento delle lezioni di educazione fisica».

