Dal giornale

Ico Valley, il maxi progetto a Ivrea che fa discutere la Valle d’Aosta

Ingrandisci la foto: Ico Valley, il maxi progetto a Ivrea che fa discutere la Valle d’Aosta
6 minuti di lettura

Suscita interesse anche in Valle d’Aosta la nascita del progetto Ico Valley, che rivitalizzerà l’ex palazzo uffici dell’Olivetti a Ivrea, dove nasceranno spazi destinati alla formazione, luoghi condivisi tra le aziende, incubatori di nuove iniziative e gallerie commerciali. Il progetto Ico Valley conta di creare oltre mille posti di lavoro indotto compreso, e tra i partner, oltre agli enti locali e Confindustria, saranno anche le aziende Olivetti, Tim, Google e Microsoft. Guarda con interesse al progetto pure l’assessore alle Politiche del lavoro della Valle d’Aosta Luigi Bertschy, che commenta: «Il progetto Ico Valley, che nascerà nel vicino Canavese si pone l’obiettivo di diventare un polo per lo sviluppo economico digitale d’eccellenza». Per l’assessore Bertschy dunque un investimento di così grande importanza, che si realizza a pochi passi dalla nostra regione, non può che interessarci in quanto si inserisce perfettamente nella visione emersa negli incontri organizzati con gli amministratori comunali dei paesi della Bassa Valle e del Canavese. «Per dare sviluppo a questa visione abbiamo attivato un primo protocollo con la Regione Piemonte per lo studio di percorsi di istruzione tecnica superiore, e l’obiettivo deve essere quello di individuare ambiti di lavoro di comune interesse per far crescere le aziende dei nostri rispettivi territori, e formare le professionalità necessarie allo sviluppo di taluni settori strategici, utilizzando le Fondazioni già operanti sul territorio piemontese».

Interessato ma scettico che si possa realizzare un progetto del genere nella nostra regione è il presidente della Camera di commercio della Valle d’Aosta Nicola Rosset, che spiega: «Si tratta certamente di un’iniziativa interessante, che credo però debba essere inserita in un contesto in grado di recepirne e valorizzarne tutte le potenzialità. Ivrea, da questo punto di vista, costituisce, proprio per la sua storia, per il suo posizionamento geografico e anche per le caratteristiche del comparto economico sul quale insiste, un luogo che potrebbe dimostrarsi adeguato. Diverso è il discorso della Valle d’Aosta dove la tipologia e le caratteristiche delle imprese e le difficoltà, inevitabilmente legate alla morfologia del territorio, rischierebbero di condizionare fortemente il progetto». Per Nicola Rosset, piuttosto che copiare il progetto di Ivrea, sarebbe più interessante nella nostra regione investire sul “lavoro diffuso”, o comunque investire sulle numerose potenzialità che potrebbero derivare dalla digitalizzazione delle imprese e dei servizi. «Credo che su questo andrebbe fatto un lavoro importante nella nostra regione. Il potenziamento dell’infrastruttura digitale e dei servizi potrebbe rappresentare qualcosa di importante sia in termini di fruizione dei servizi da parte delle imprese, con un conseguente alleggerimento dei carichi derivanti dagli spostamenti e quindi un maggior tempo da poter dedicare al proprio business, sia in termini di ripopolamento di quella media montagna che oggi costituisce certamente un fattore di grande attrazione anche per coloro che abitano nelle città e che potrebbero, se messi nella condizione, svolgere la propria professione anche lontani dall’ufficio». Nicola Rosset ricorda che da anni ormai la Camera di commercio della Valle d’Aosta sta cercando di sensibilizzare l’Amministrazione regionale e le imprese su questo tema. «Piuttosto che aderire al progetto Ico Valley – continua Nicola Rosset – credo che sarebbe utile cercare di carpirne lo spirito ed adattarlo alle caratteristiche del nostro territorio, puntando su alcuni elementi che trovo fondamentali: digitalizzazione, possibilità di lavoro da remoto e quindi non necessariamente da un ufficio, creare l’opportunità di sviluppare reti tra le diverse attività, ottimizzazione degli spazi con la messa in comune delle risorse e delle potenzialità».

Esalta invece il progetto Giancarlo Giachino, presidente di Confindustria Valle d’Aosta, che commenta: «Un plauso agli ideatori di Ico Valley, e come Confindustria non possiamo che essere orgogliosi della creazione di spazi destinati alla formazione, luoghi condivisi dalle aziende sul modello del Bioindustry Park». Per Giancarlo Giachino si tratta di un centro dove vengono valorizzati servizi, Big Data, Intelligenza Artificiale, Internet of Things, cloud e blockchain, e quindi una grande opportunità di lavoro e innovazione. «Un progetto che ben rappresenta la volontà delle aziende di mettersi in gioco, di credere nel proprio territorio e di contribuire allo sviluppo dello stesso. Confindustria da tempo evidenzia come anche in Valle d’Aosta sia importante investire in formazione tecnica, implementando sempre più la sinergia tra pubblico e privato. La nostra speranza già evidenziata in altri tavoli, è che la Regione agganci questa opportunità pensando a sviluppi concreti che possano creare posti di lavoro». Vorrebbe collaborare, con il progetto anche l’Università della Valle d’Aosta, e la rettrice Maria Grazia Monaci osserva: «Come Univda abbiamo sempre collaborato e continueremo a collaborare con la Pépinières d’Entreprise della Regione Valle d’Aosta di Aosta e quella di Pont-Saint-Martin, che rappresentano due incubatori che offrono opportunità di sviluppo a giovani imprenditori e startup. Saremmo sicuramente disponibili a collaborare con il progetto Ico Valley, per il quale però non sono ancora stata contattata dai promotori dell’iniziativa«.

La ritengono una grande opportunità, ma attaccano fortemente il Governo regionale, i sindacati, e Vilma Gaillard, segretaria regionale della Cigl evidenza: «Sarebbe una grande occasione per la Valle d’Aosta, e tutto ciò che genera lavoro non può che essere recepito con entusiasmo dal nostro sindacato. Non sappiamo però se mai avremo occasione di fare parte di questo progetto, perché questo Governo regionale non ha un approccio trasparente con le organizzazioni sindacali. Veniamo a sapere le cose a decisioni già avvenute o spesso dagli organi di informazioni, e non siamo mai stati messi al corrente su eventuali strategie di rilancio e di salvaguardia di posti di lavoro. Spesso nei tavoli della politica si parla di libri di sogni, ma raramente di azioni concrete a favore dei lavoratori».

Duro con il Governo regionale anche Claudio Albertinelli, segretario generale del Savt, che spiega: «Con questo progetto potremmo creare una sinergia con la Bassa Valle, perché penso che sia molto interessante oltre al fatto che recupera un’area un po’ dismessa. Da questa operazione dovremmo prendere spunto per andare a recuperare tutte le aree in Valle d’Aosta che sono abbandonate». Per Claudio Albertinelli, però, per fare ragionamenti di questo tipo ci vorrebbe un Governo stabile che faccia un progetto da qui ai prossimi 20 anni, e al momento la situazione politica valdostana che traspare al sindacalista non convince che si possano fare progetti così lunghi. «C’è troppa frammentazione, il mio auspicio è che nel prossimo Consiglio Valle si possa iniziare a pianificare il rilancio della Valle d’Aosta, ma le troppe liste che vedo in campo mi fanno dubitare di questa cosa».