SAINT-PIERRE (mpl) “Eun ommo soulido: Così era Ezio Cerise, una forza d’uomo, un fisico formato da generazioni di fatiche, di lavori tra campi, prati, muri e pietre, come quella del papà Giovanni Vittorio arrivato bambino da Fénis a Rovenaud, luogo di grandi intelligenze come di grandi sacrifici. La mamma Ida Dayné proprio di Rovenaud e nella casa di famiglia Ezio era venuto al mondo il 12 settembre del 1936. Per orizzonte aveva il ponte del “lou” in fondo al pianoro e dopo la scuola nel piccolo villaggio la passione era per lo sci, avanti e indietro a spingere con tutta la forza possibile nella neve fresca senza scioline, le prime gare con lo Sci Club Valsavarenche, le trasferte in giro per la Valle. Poi l’aiuto nella stalla, i rudimenti da muratore con papà Giovanni, la guerra a passare davanti a casa, quindi il primo vero impiego come giovanissimo manovale per l’impresa Cornetto impegnata nella costruzione della nuova strada da Introd a Dégioz, passando per il ponte di Molère.
Lo sci che tanto amava, per Ezio Cerise fu la svolta di una vita. Quando andò militare negli alpini, con attrezzi moderni e scioline non gli sembrava vero di volare e lo notarono i fratelli Stella e Livio Stuffer come tanti altri. Così vestì la divisa del Centro Sportivo dell’Esercito, buon fondista, metodico negli allenamenti, preciso e preparato. Quando il Ceb, il Consorzio elettrico Buthier, creò un proprio sci club – nell’ottobre del 1959 – proprio Ezio Cerise venne ingaggiato come atleta di punta e con la pratica del suo sport preferito arrivò pure il lavoro, alla centrale di Signayes. Così l’anno dopo, a settembre, venne il momento del matrimonio con Rina Chabod, classe 1930, quindi 6 anni in più, all’epoca cameriera da 11 dell’Hotel Bellevue di Cogne. Poi Ezio – pietra dopo pietra – iniziò la costruzione della casa di Creton, nei prati sotto Payel, il luogo del cuore dei Chabod. Nel 1962 la nascita di Mauro, ora sovraintendente del Corpo Forestale a Villeneuve, sposato con Gisella Daudry e padre di Laurent e André, nel 1966 è la volta di Stefano, attuale capo servizio a Rhèmes del Corpo di sorveglianza del Parco del Gran Paradiso. Durante l’anno la fa. miglia abitava a Saraillon di Aosta, vicino alla centrale di Signayes ma in estate tutti si trasferivano a Valsavarenche dove maturò l’idea con la sorella di Rina, Veglia, e il cognato Angelo Vicari, all’epoca giornalista de La Gazzetta del Popolo, di aprire uno dei primi campeggi della Valle d’Aosta: era il 1971 e il luogo prescelto molto particolare, sotto la cascata del Savara al Terré, dove si trovava una radura verde. Qui nacque il Camping Gran Paradiso ed Ezio lo realizzò letteralmente con le proprie mani, costruì gli chalet, i servizi, tagliò le piante, creò le piazzola, assestò il terreno. Per 20 estati Rina e Ezio non mollarono mai, ore e ore di impegno, senza soste, conobbero gente, crearono amicizie, nelle lunghe e belle serate nel piccolo bar di legno.
Però nelle magnifiche notti di luna piena in Ezio Cerise emergeva la passione atavica per la caccia. Quella praticata dai suoi antenati, la più difficile. La sua forza era quella di caricarsi uno stambecco sulle spalle e scendere, una sfida sovraumana. La fatica non lo spaventava mai, come quella delle maratone del fondo alle quali partecipava, sempre felice. Nel 1975 fu a Cogne per la prima Marciagranparadiso e ne fece 41 fino all’edizione del 2015, sempre ricordato tra i “senatori”, orgoglioso di esserci.
Nel frattempo, passato alle dipendenze dell’Enel, era stato assegnato alla centrale di Champagne, per essere più comodo con gli impegni a Valsavarenche e con i lavori per realizzare l’abitazione di famiglia che, ancora una volta, si mise a costruire a Jacquemin di Saint-Pierre, inesauribile. Nel 2018 arrivò la perdita di Rina, un duro colpo per lui, capace comunque di reagire e la forza lo ha accompagnato fino all’ultima fiera di Sant’Orso. Allora Ezio Cerise ha sentito il suo mondo vacillare, però resiste fino a domenica quando i suoi ragazzi scelgono di portarlo al Beauregard dove giovedì si spegne, per poi salire nel piccolo cimitero di Dégioz sabato pomeriggio a ritrovare tutti gli amici di una lunga vita.