COURMAYEUR (fci) Nella sua ultima riunione – lunedì scorso, 7 aprile – la Giunta regionale ha approvato il progetto preliminare dei lavori di costruzione della galleria drenante/filtrante e di by-pass idraulico della Dora di Ferret, a monte della frana del Monte de la Saxe, a Courmayeur. Un intervento «nell’ottica di proteggere i villaggi da potenziali inondazioni nonché incrementare l’attuale sistema drenante e per l’ottenimento delle risorse da parte dello Stato» si legge in una nota della Regione.
Il progetto risponde a una necessità di sicurezza e protezione civile. Benché rallentato nella sua evoluzione con i drenaggi realizzati tra il 2012 e il 2018, il fenomeno franoso del Mont de La Saxe continua a essere monitorato, con possibili scenari di crollo minori in grado di ostruire e di deviare la Dora di Ferret. La galleria in progetto (lunga 1.183 metri, con sezione circolare e diametro interno netto di 4,7 metri) assolve a 2 funzioni cruciali: by-pass idraulico per impedire l’allagamento degli abitati e drenaggio profondo per rallentare significativamente l’evoluzione della frana mediante abbassamento della pressione idraulica interna.
«L’approvazione tecnica costituisce un atto fondamentale per la sicurezza e lo sviluppo sostenibile del territorio, dichiara l’assessore regionale alle Opere pubbliche Davide Sapinet indispensabile per poter proseguire il percorso di mitigazione del rischio intrapreso ormai da vari anni a tutela di una zona così importante per il turismo e l’economia dei trasporti della nostra regione, in modo da poter ridurre i costi a carico della Regione reperendo finanziamenti e partner pubblici e/o privati e mitigare definitivamente il rischio franoso, preservando un patrimonio economico e turistico di rilevanza internazionale».
L’investimento stimato per l’opera è pari a circa 75 milioni di euro, «una cifra sicuramente rilevante ma che va vista in termini di valutazione costi/benefici» aggiunge l’Assessore. E i benefici stimati sono importanti per la protezione degli abitati e considerando la presenza sottostante dell’accesso al Traforo del Monte Bianco nonché per il possibile utilizzo delle acque drenate (almeno 35.000 metri cubi al giorno) per uso potabile e idroelettrico: la galleria potrebbe captare stabilmente almeno 5.000 metri cubi di acqua di alta qualità al giorno.
