VALSAVARENCHE (mes) E’ stato presentato nei giorni scorsi, a Ronco Canavese nell’ambito di una manifestazione più ampia un nuovo, originale progetto del Parco del Gran Paradiso: un mazzo di carte da gioco che vede protagonisti i Re e le Regine che hanno segnato negli anni la storia del Parco. «Ora partiremo con la stampa ad uso commerciale per il pubblico – spiega Cristina Del Corso responsabile del l’Ufficio Comunicazione, Turismo, Promozione, Educazione ambientale del Parco – Le carte saranno acquistabili a partire da Pasqua nei nostri centri visitatori e nei negozi aderenti alla rete di vendita, ma soprattutto potranno essere acquistate online tramite e-commerce del sito del Parco».
«L’avventura è partita con la ricerca dei Re da Vittorio Emanuele II in avanti. Tre sono stati facili da trovare, fino a Vittorio Emanuele III che nel 1919 cedette allo Stato i territori dell’allora Riserva Reale di Caccia, che poi diventò il nostro Parco. Le Regine sono le mogli… ufficiali. Mancavano, però, il primo Re e i Fanti. – racconta Cristina Del Corso – La nostra storia non comincia dal Re cacciatore, è una storia di protezione del nostro animale simbolo, lo stambecco, fin dal 1821 quando il Re di Sardegna, Carlo Felice, constatata l’esigua popolazione superstite di stambecchi, emanò una legge che vietava, se non al sovrano, la caccia a questo animale. Le Regine sono state facili: Maria Cristina di Borbone, Maria Adelaide d’Austria, Margherita di Savoia ed Elena di Montenegro. Per i Fanti abbiamo cercato personaggi di spicco che accompagnavano i Re nelle cacce, come il Grand Veneur o il Guardiapesca, figura creata da Umberto I. E ora non restava che decidere i semi: 4, come sono 4 gli elementi della Natura. E così aria-acqua-terra-fuoco si riempiono di alcune delle specie più caratteristiche, che “vanno a fare” i numeri».
La realizzazione grafica e le illustrazioni delle carte sono state curate da Mattia D’Auge. Il progetto ha visto il contributo di Compagnia di San Paolo nell’ambito della valorizzazione della Fucina da Rame di Ronco Canavese, che risale alla fine del Seicento. In onore alla Fucina delle carte da collezione – che saranno stampate in pochissime copie – avranno parti metallizzate in rame, mentre quelle per la vendita riporteranno in color rame le parti metalliche.
Alessandra Merlo


