Alta Valle

Il commissario Depurazione e Riuso Acque Reflue: «Certificati di collaudo non trasmessi»

Trattamento delle acque reflue a Courmayeur, per lo Stato in arrivo una maximulta europa da dieci milioni

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COURMAYEUR (mb1) I Comuni ancora fuori norma, per la Corte di Giustizia europea, in Italia sono 4: 3 sono in Sicilia e 1 in Valle d’Aosta, Courmayeur. Per il mancato trattamento delle acque reflue urbane e la loro corretta gestione è arrivata una maximulta europea: lo Stato italiano (e non il Comune) dovrà pagare una sanzione forfettaria di 10 milioni di euro e una penalità di 13 milioni e 700 mila euro ogni 6 mesi, che si applicherà fino a quando non verranno predisposti impianti di depurazione o altre misure idonee a evitare lo scarico delle acque reflue non trattate. Il sindaco Roberto Rota ha sottolineato che l’allacciamento ha avuto problemi legati anche a recenti problemi di esondazione.

Della questione si è discusso mercoledì scorso, 2 aprile, in Consiglio Valle in seguito a una richiesta di chiarimenti di Rassemblement Valdôtain. L’assessore alle Opere pubbliche Davide Sapinet ha ricordato che «l’agglomerato Courmayeur» comprende i cinque Comuni dell’Unité des Communes Valdigne Mont-Blanc – Courmayeur, La Salle, La Thuile, Morgex e Pré Saint-Didier – con una popolazione totale di 8.487 abitanti residenti. L’impianto di depurazione, i cui lavori sono iniziati nel 2014, ha iniziato a funzionare nel 2018 e nel 2019 si sono concluse le operazioni di collaudo con La Salle, Morgex e una parte di Pré-Saint Didier allacciati (50 per cento circa dei residenti dell’Unité).

Con l’ultimazione dei lavori sulla rete fognaria nel dicembre 2023, l’impianto riceve ora i reflui dell’intero agglomerato. Le analisi delle acque non evidenziano superamenti dei parametri di legge e sono in linea con i valori osservati precedentemente; il depuratore è in possesso di autorizzazione definitiva allo scarico e vengono eseguite tutte le analisi previste dalla normativa. La situazione attuale è caratterizzata dal funzionamento dell’impianto comprensoriale, che serve l’intero agglomerato di Courmayeur, con analisi che confermano l’efficienza del trattamento».

La parte della sentenza della Corte di Giustizia europea che riguarda Courmayeur si fonderebbe su un errore burocratico. Lo sostiene Fabio Fatuzzo, Commissario Straordinario Unico per la Depurazione e il Riuso delle Acque Reflue. «La Corte contesta la mancata dimostrazione della conformità raggiunta» dichiara Fatuzzo a Ricicla News, «eppure l’agglomerato è di fatto sanato. Sembra, infatti, che i certificati di collaudo e funzionamento non siano stati trasmessi all’Unione Europea».

Fabio Marongiu