VALSAVARENCHE (fci) Domani, domenica 31 agosto, tradizionale cerimonia a Molère in memoria dei partigiani caduti. Il programma: la commemorazione inizierà alle 10.30, l’Anpi deporrà dei mazzi di fiori alle croci, lungo la strada regionale, per ricordare i caduti. Alle 11 davanti al monumento progettato da Rolando Robino, verrà deposta una corona, officiata la Messa e sarà reso omaggio con i discorsi delle autorità presenti. Successivamente, grazie alla collaborazione del Comune di Valsavarenche e dell’Istituto storico della Resistenza e della Società contemporanea della Valle d’Aosta, l’area davanti al monumento verrà intitolata a Pierre Alexandre Carlin («à la mémoire de Pierre Alexandre Carlin et des maquisards et civils tués par les nazi-fascistes»). La decisione era stata ufficializzata dal consiglio comunale di Valsavarenche nello scorso mese di aprile, dopo la richiesta avanzata dai nipoti di Pierre Alexandre Carlin: Bruna, Sandro, Piero, Sonia e Marco Carlin.
Come ogni ultima domenica d’agosto, l’Anpi commemora l’eccidio di 5 partigiani e un civile – Carlin appunto – di martedì 3 ottobre 1944. Un mese prima, il 3 settembre, il paese aveva sfidato il regime fascista con libere elezioni comunali. A promuoverle, Federico Chabod futuro primo presidente del Consiglio Valle e fra quanti si avvicendarono al posto di blocco e di avvistamento di Molère. Qui morirono 5 giovani resistenti: Alfredo Bosoni, Giuliano Colombo, Walter Rebecchi, Gianpiero Roggero e Arturo Tron. Uccisi da truppe che si erano presentate al presidio con abiti civili.
L’ottantenne Pierre Alexandre Carlin (foto), noto anche come Pietro, fu invece fucilato vicino al fienile dove temeva la figlia si fosse rifugiata dalle fiamme, appiccate all’intero villaggio dai nazifascisti. Aveva problemi di udito e probabilmente non aveva sentito un altolà.

