AOSTA (mye) I professionisti dell’artigianato di tradizione sono diversi tra loro, per generazione, talenti e gusto nel realizzare le loro opere. L’Atelier des métier in piazza Chanoux ne riunisce 73, tutti sono ancora a disposizione dei visitatori oggi, sabato 1° febbraio, e domani domenica 2, dalle 10 alle 19.
Con semplicità, gli artigiani svelano un mondo di passione di tanta pratica. «Scolpire mi rilassa. – confessa Ornella Cretaz di Pont-Saint-Martin – Ho tanta passione e creatività. Alla Foire di Donnas erano piaciuti alcuni miei pezzi con i galletti, così ne ho realizzati 3 per l’Atelier e ne ho già venduti. Parto dalla scultura centrale, da immagini che mi colpiscono, e poi “ricamo” tutto attorno». Dal 2000 in Fiera e dal 2008 in Atelier, la pluripremiata Ornella Cretaz quest’anno condivide lo spazio con Giuseppe Binel di Donnas, che l’Atelier l’ha visto nascere, 25 anni fa. «Per le mie sculture – commenta Giuseppe Binel – mi piace osservare le persone e cercare di riprodurne non solo le fattezze, ma anche le emozioni». Molti volti spuntano dalla corteccia di betulla, di pino cembro o di tiglio. Passeggiando sotto il padiglione di piazza Chanoux, si colgono discorsi, suggestioni, colori sui materiali più diversi, dalla lana tinta al legno naturale, dal rame al ferro e alla ceramica.
Le Amis du Bois di Introd compiono 50 anni di attività e di Fiera, e 25 di Atelier. «All’inizio eravamo Giuseppe Brunet, Sergio Ollier Chaissan, che non ci sono più, e poi io e Corrado Brunet, papà di Jeremie. – racconta Attilio Fusinaz – Siamo rimasti in 2, ma con la stessa passione. I pezzi che ci chiedono di più sono la grolla e la coppa dell’amicizia con coperchietto con figure di aquila, stambecco, stella alpina, genziana o con il cappello da alpino». Accanto ci sono le Dentellières di Cogne, pronte a spiegare la particolarità del loro lavoro e ad invitare a provare il tombolo nei corsi che tengono il venerdì durante l’estate. Giuliana Glarey fa correre i fuselli, mentre Ombretta Gérard mostra ai visitatori oggetti di ogni dimensione. «Oggi tanti ci chiedono qualcosa di piccolo – spiega Ombretta Gérard – così ai nostri pizzi in lino abbiamo affiancato braccialetti, orecchini, segnalibri e con un supporto in legno, anche calamite da frigo».
Molto originale è l’attività di Nicolas Claude Ledoux di Fénis, in arte Picard escalier, che inventa originali scale a chiocciola. «Realizzo soprattutto lavori su misura – racconta Nicolas Claude Ledoux – perché tante volte la scala viene pensata dopo ma dovrebbe essere progettata prima. Considero tutto: la sicurezza e la comodità del gradino, ma anche la venatura del legno, che deve accompagnare la curva armoniosa della scala».
Giorgio Denarier di Avise si ispira invece alla Sagra della Fiocca del suo paese e al tempo in cui la panna si conservava nelle grotte naturali, come quella di Beileun. «Ho ideato nel 2020 il “Gran Barmì”, – afferma Giorgio Denarier – un tagliere in olmo con lo spazio per il ghiaccio e la superficie in pietra naturale per tenere al fresco anche in tavola formaggi e salumi».


