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Manutenzione boschiva: intervento nel parco fluviale di Tavagnasco

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Il parco fluviale dopo i lavori di pulizia
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TAVAGNASCO (ttm) I fenomeni alluvionali di mercoledì 16 e giovedì 17 aprile scorsi hanno reso imperativo l’intervento di manutenzione boschiva nel parco fluviale di Tavagnasco, in Regione Rivassi, dove molti alberi secchi erano stati abbattuti, non resistendo all’esondazione del vicino fiume Dora. Una seconda ditta è stata quindi interpellata dall’Amministrazione comunale, dopo i primi lavori d’emergenza, in modo tale che potesse essere assicurata la rimozione delle piante crollate. Se si fosse atteso troppo tempo l’intervento sarebbe diventato più complicato da eseguire e con aggravamento dei costi.

«Quella del parco fluviale è un’area con grosse potenzialità, sia dal punto di vista naturale che sportivo, e come tale è importante valorizzarla e conservarla al meglio» dichiara il sindaco Moreno Nicoletta. Il parco fluviale di Tavagnasco, sorto 4 anni fa nell’ambito di un più ampio e articolato progetto europeo finalizzato alla tutela e alla valorizzazione delle risorse naturali del territorio (con contributi concessi dall’Ato all’Unione montana Dora Baltea ed equamente ripartiti tra i 3 Comuni di Tavagnasco, Quassolo e Quincinetto), è un’area semi-protetta di conservazione dell’ecosistema legato ai corsi d’acqua.

Per consentire un naturale ed equilibrato sviluppo della flora e della fauna locali, l’intera zona, per quanto visitabile, viene mantenuta nell’ottica di limitare al minimo l’impatto umano (sono vietati manufatti non in legno e i visitatori che seguono il percorso tracciato devono preoccuparsi autonomamente dei propri rifiuti). Al di là di questo, sono praticate attività sportive come il canoismo, lungo una spiaggia naturale che consente l’ingresso e l’uscita dall’alveo della Dora, e il pump track, con una pista di dune naturali (qui la scuola di bici di Pont-Saint-Martin svolge le proprie attività interne).

«Ecco perché è necessario che il parco fluviale sia mantenuto al meglio. – spiega Moreno Nicoletta – Aspettare l’anno prossimo per l’intervento avrebbe reso tutto più difficile, anche solo per accedere coi mezzi idonei allo sgombero, e i costi sarebbero incrementati. Solitamente i 2 tagli manutentivi annuali e la pulizia costano 3.000 euro, con 1.000 euro in più abbiamo assicurato la rimozione e la sicurezza della zona, prima di un ulteriore espandersi del verde».

Per il futuro è in essere un progetto in collaborazione col Canoa Club di Ivrea, che prevede la costruzione di un punto di attracco sulla spiaggia, naturalmente sempre nel rispetto dell’ambiente e quindi con utilizzo di materiali naturali come corda e legno.

Michele Tetro