AOSTA (qdn) La conquista del cielo è una lenta scalata, un passo alla volta. Lo sa bene la famiglia Charbonnier, la cui azienda di Arpuilles è un balcone verde sospeso nell’azzurro, dove lo sguardo spazia lontano tra la piana di Aosta e la vetta del Grand Combin innevata di fresco. Domenica per il giovane Julien, per papà Simon e mamma Martine Clos si è realizzato il sogno più grande, quello del bosquet regionale di seconda categoria con Berlin. Ma per arrivarci, la strada è stata lunga. Nel 2012 Julien aveva appena 12 anni quando la loro Mirà si è classificata terza, perdendo in semifinale da Lumière di Carolina Nolly, poi reina. Passati 9 anni, nel 2021, la loro Peloria li ha portati un gradino più su, al secondo posto in prima categoria, sconfitta in finale da Energie di Nello Girod. Negli anni erano arrivati altri prestigiosi piazzamenti: Mandoline premiata più combattiva nel 2003 e i quinti posti di Villa nel 2011, Bataillon nel 2014 e Zivà nel 2023. Mancava però ancora un ultimo sforzo per arrivare in cima e lo ha compiuto domenica Berlin, vivendo la sua giornata perfetta.
Che il pronostico del secondo peso fosse apertissimo lo si era capito già agli ottavi di finale, quando la regina in carica Tiky di Italo Arlian ha alzato bandiera bianca contro Vilaine di Davide Grimod, un’altra azienda della collina di Aosta.
«Il momento decisivo per Berlin è stata la semifinale. – racconta Simon Charbonnier – A Farouk di Renzo Marquis è bastato un colpo e si è allontanata, rifiutando lo scontro, mentre nell’altra semifinale Furie di Massimiliano Garin ha dovuto impegnarsi parecchio. A quel punto, è chiaro, abbiamo iniziato a sperarci, anche se con le reines non si sa mai quello che può accadere». «Berlin ha fatto un po’ fatica nella prima battaglia contro Sirena dei Quendoz. – continua Julien – Poi ha trovato il ritmo». In seguito ha sconfitto Goldà dei Frères Brumin e, nei quarti, è stata impegnata in una dura sfida contro Campiglia dell’azienda Verney.
L’ultimo atto contro Furie è stato degno di una finale regionale, con le due bovine prima bloccate in una lunghissima fase di studio e poi impegnate allo spasimo a prevalere l’una sull’altra, fino al trionfo di Berlin. «L’ho vissuta con meno stress rispetto a quella di Peloria nel 2021, quando ero molto agitato. – rivela Julien Charbonnier – Con Massimiliano Garin durante la finale ho anche scambiato qualche parola». L’attimo del trionfo è stato pura gioia. «In quel momento tutti ti saltano addosso ma non capisci più niente, non sai nemmeno cosa dire, sei letteralmente senza parole» dice ancora Julien. «Non ci aspettavamo un successo del genere. – aggiunge Simon – All’arena c’erano le bovine meglio preparate, il livello è altissimo. Però ci eravamo già andati vicino al grande risultato… questa volta finalmente è arrivato!».
Una delle carte vincenti è stato anche il fatto di essere riusciti a tenere Berlin nel peso per combattere in seconda categoria. «A La Salle, dove si era qualificata con il secondo posto in prima categoria, era una delle più leggere, e non è stato difficile tenerla nei limiti della categoria inferiore. – confida Julien – Inoltre, trascorrendo l’estate in alpeggio, ha camminato tanto e anche questo per il peso è stato fondamentale».
Simon e Julien Charbonnier alla finalissima hanno portato pure Rubiò: si è ben comportata, facendo due belle battaglie e perdendo da Malizia di Vilmo Bizel, poi premiata come la più combattiva. Berlin e Rubiò sono sorelle da parte di toro, che è un figlio di Berlin di Stefano Mosquet, a sua volta figlia di Tonnerre, regina regionale 2006 di terza categoria. Da parte di madre, Berlin è figlia di Bandit, già regina dei manzi ad Arpuilles, mentre Rubiò è figlia della Mirà che fu terza alla Regionale nel 2012.
Simon Charbonnier ha avviato l’attività nel 1992. Adesso hanno una settantina di capi, che d’estate salgono all’alpeggio di Lo Parc, a Allein, dove Berlin è scesa da regina.
In quattro giorni per Julien la regina e il debutto in Consiglio comunale
Per il 25enne Julien Charbonnier è stato un mese a dir poco intenso. Se domenica ha gioito per la sua prima regina regionale, mercoledì ha fatto il suo debutto in Consiglio comunale di Aosta, dove è stato eletto nelle fila dell’Union Valdôtaine. Traguardi raggiunti con il sostegno di tutta la famiglia e proprio a quest’ultima va il suo pensiero quando gli si chiede a chi dedica il trionfo di Berlin. «Alla mia famiglia, compresi i miei nonni Anita Henriet e Giuseppe Charbonnier e a tutti coloro che hanno lavorato per questo risultato».
Daniel Quey
