VALTOURNENCHE (qdn) Per i profani può sembrare incredibile che montagne come il Cervino abbiano ancora delle nuove vie da regalare a 160 anni dalla conquista della vetta da parte della tragica spedizione britannico-elvetica guidata da Edward Whymper, che arrivò sulla cima tre giorni prima dell’amico-rivale Jean-Antoine Carrel, che seguì la più difficile cresta sul versante valdostano. Eppure i veri alpinisti sanno scorgere anche sulle pareti più note “strade” mai percorse prima, eppure logiche ed eleganti. L’ultima impresa è stata firmata da tre cugini – François Cazzanelli, Michele Cazzanelli e Stefano Stradelli – tutti Guide del Cervino – che in 3 giorni hanno portato a termine la linea denominata “Il nodo infinito” sulla parete sud della Gran Becca, in particolare sul grande scudo del Pic Tyndall. Un’impresa iniziata venerdì 8 e sabato 9 agosto e completata lunedì 18.
«E’ sempre difficile raccontare le avventure sul Cervino. – spiega François Cazzanelli – Le emozioni sono talmente forti che si fatica a metterle in ordine…e questa volta ancora di più! È stato semplicemente splendido passare 3 giorni con i miei cugini sulla nostra montagna facendo ciò che più amiamo! Questa salita a nostro parere è una delle più belle vie di roccia della parete sud. Il nome che abbiamo scelto ha un significato molto particolare. Il simbolo del nodo infinito è infatti una potente rappresentazione di eterna interconnessione, crescita spirituale, armonia cosmica e buon auspicio. Per noi tre rappresenta la grande fratellanza che ci unisce. Quest’anno ricorrono i 160 anni della prima salita del Cervino e della fondazione della Società Guide del Cervino di cui tutti e 3 facciamo orgogliosamente parte. Ci piace immaginare che questo simbolo rispecchi il forte legame che da 160 anni unisce le Guide del Cervino con la loro montagna. Sono passati tanti anni ma lo spirito con il quale le Guide vivono su questa montagna è rimasto immutato e speriamo rimanga tale per le generazioni avvenire».
