Alta Valle

ALESSIO BERTHOD, DELEGATO DEGLI ALBERGATORI, POLEMICO VERSO I GESTORI DEL DOMAINE SKIABLE E IL COMUNE

«È grave che le Funivie abbiano deciso di chiudere la stagione due settimane prima di Pasqua»: polemica a Courmayeur

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Alessio Berthod, portavoce degli albergatori, critico sulle scelte delle Funivie
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COURMAYEUR (mb1) «Sono appena rientrato a casa, a Courmayeur, dopo una bellissima giornata di sci a La Thuile. Le piste erano in condizioni eccellenti e gli impianti giravano a pieno regime. Nonostante fosse il 10 aprile, la località era affollata. Una situazione diametralmente opposta alla nostra, dove dopo la chiusura del comprensorio avvenuta la scorsa domenica 6 aprile, essendo quasi azzerati gli arrivi, molti esercenti commerciali hanno chiuso. È grave, a mio giudizio, che le funivie, un’azienda di fatto pubblica, abbiano deciso di concludere la stagione così presto, 2 settimane prima delle vacanze di Pasqua. Lo sci da discesa è, nei fatti, in inverno la principale forza attrattiva della nostra destinazione, che condiziona l’economia di tutte le attività presenti in loco e deve essere gestita tenendo conto anche degli interessi generali della popolazione, non focalizzandosi unicamente sui risultati d’esercizio». Parole di Alessio Berthod, titolare dell’Hotel Berthod di Courmayeur e delegato Adava per il comprensorio.

Sulla questione l’imprenditore chiama in causa anche l’Amministrazione comunale. «Si parla sempre di destagionalizzare i flussi turistici, – afferma – di una Courmayeur che deve vivere 12 mesi l’anno, ma poi la stagione invernale si accorcia sempre di più. Mi chiedo cosa pensi il sindaco Roberto Rota dello stop allo sci a 2 settimane da Pasqua». Alessio Berthod propone quindi una riunione per discutere e programmare la prossima stagione invernale. «Sarebbe auspicabile che il Comune apra un confronto tra funivie, forze economiche e cittadini – dichiara Berthod – per calendarizzare la prossima stagione. Nessuno pretende di avere sempre tutti gli impianti aperti ma si può, a mio avviso, pensare di tenere la parte alta del domaine skiable usufruibile più a lungo con orari diversi».

«Quella di chiudere al 6 aprile è stata una scelta dettata dall’esigenza di avere la zona del Plan Checrouit libera per avviare i lavori di rifacimento della seggiovia Maison Vieille, che sarebbero dovuti partire in questi giorni per inaugurare il nuovo impianto ad inizio della prossima stagione. – spiega Luca Rossi, presidente della Courmayeur Mont-Blanc Funivie che gestisce il domaine skiable – Una decisione condivisa e comunicata già lo scorso autunno, ma rivelatasi forse inutile perché l’iter autorizzativo dell’opera non si è ancora concluso e forse ci costringerà a posticipare al prossimo anno la cantierizzazione. Un ritardo che si è palesato solo a marzo, impedendo così di prolungare di almeno una settimana l’apertura delle piste». Luca Rossi apre comunque alla richiesta di Alessio Berthod di allungare il periodo di apertura del comprensorio. «Possiamo ragionare se e come mantenere in funzione gli impianti e le piste più alte e meglio esposte anche a primavera inoltrata. Una decisione che però deve coinvolgere tutto il paese» afferma.

A Pila, la stazione sopra Aosta, domani domenica 13 aprile sarà l’ultimo giorno di sci. Una scelta quella di fermare le piste prima di Pasqua che sta generando qualche malumore. Per Luigi Bertschy, assessore regionale con delega agli impianti, allungare ulteriormente la stagione dello sci è una scelta non razionale, spinta dall’emotività del momento. «È una questione che ciclicamente si ripropone, specialmente quando andando a sciare ad aprile inoltrato trovi condizioni ancora invernali in pista. – commenta – I nostri uffici hanno più volte, negli anni scorsi, approfondito la tematica, ma da tutti gli studi emerge che dopo marzo, l’interesse per lo sci da parte dei turisti italiani e stranieri scema in favore di altre destinazioni come le città d’arte e il mare. La nicchia di mercato che vuole ancora sciare si orienta verso quelle località che offrono piste a quote molto elevate come Breuil Cervinia. Dobbiamo concentrare le nostre forze per migliorare la nostra offerta nei periodi realmente attrattivi. Allungare la stagione, inoltre, dovrebbe essere una scelta condivisa da tutti gli operatori della stazione. Non avrebbe senso avere gli impianti aperti e molte attività già chiuse. Molte aziende a metà aprile, quando molti lavoratori iniziano a prestare la loro opera nelle località balneari, – conclude l’assessore Luigi Bertschy – si troverebbero in carenza di personale».

Fabio Marongiu