SARRE (btb) Grande partecipazione domenica scorsa, 20 settembre, alla festa patronale di Saint Eustache a Chesallet di Sarre, dove la giornata è iniziata con la Santa Messa, officiata dal parroco don Diego Cuaz e il suo vice don Matteo Mura, rinnovando così una di quelle tradizioni consolidate negli anni che contribuiscono a rendere viva ed unita la comunità.
Diego Empereur, presidente della Société ouvrière de Secours mutuel de Sarre et Chesallet, ha ricordato la figura di Sant’Eustachio, patrono di Chesallet, il cui nome originario pare fosse Placido, vissuto durante il regno dell’imperatore Adriano. Una figura straordinaria, che ha generato profonda devozione in tutta Europa e che, ancora oggi, rappresenta un importante esempio di fede e perseveranza. Generale romano pagano, si convertì al cristianesimo a seguito di una visione prodigiosa; per questo fu obbligato a lasciare l’esercito e Roma per recarsi in Egitto. Al suo rientro a Roma l’imperatore Adriano lo fece condannare a morte insieme ai suoi cari. Oggi le spoglie di Sant’Eustachio riposano sotto l’altare maggiore della Basilica a lui dedicata a Roma.
A rendere la celebrazione di domenica ancora più speciale è stata un’importante novità per la parrocchia: la presenza per la prima volta della Badoche di Saint Eustache, che nei giorni precedenti ha portato allegria ed annunciato la festa visitando le case del paese.
A nome del gruppo, molto apprezzato è stato l’intervento del giovane badochys Fabiano Milliery che ha voluto ringraziare quanti li hanno accolti nelle proprie abitazioni, offrendo loro un sorriso, una parola, un bicchiere o un piatto caldo, e tutti coloro che hanno reso possibile la proposta della Badoche di Saint Eustache.
Il gruppo è formato da 9 giovani che hanno deciso di mettersi in gioco e rimboccarsi le maniche per riportare l’allegria tra le case di Chesallet, oltre a Fabiano Milliery, Arianna Piola, Daniel Tropea, Gaia Ferrari, Gioele Piola (il presidente), Henry Betral, Krystel Bovet, Sofia Rogolino e Valeria Cutulab.
I ragazzi sono apparsi felici per l’entusiasmo e il calore dell’accoglienza ricevuta: “Non stavamo semplicemente portando musica, canti o allegria. Stavamo portando un’emozione. In quei momenti abbiamo capito che non si tratta solo di una festa. É proprio questo il significato più bello di un’usanza come questa: creare un legame tra le persone e tra generazioni diverse, tra chi questa tradizione l’ha vissuta tanti anni fa e chi, come noi giovani, ha deciso di raccoglierla e farla vivere ancora, in modo diverso ma con lo stesso entusiasmo”.
“Lo facciamo per riportare un po’ di vita nelle nostre strade. – ha aggiunto Fabiano Milliery – Perché crediamo che un paese non sia fatto solo di case, ma soprattutto di persone, ricordi, tradizioni e di momenti condivisi. Se anche solo per qualche giorno siamo riusciti a fare sentire qualcuno più felice, o a far rivivere un ricordo, allora tutta la fatica e tutte le ore dedicate sono state ripagate. Noi speriamo che questo sia solo l’inizio e che la Badoche di Saint Eustache possa continuare a crescere negli anni.”
Dopo la tradizionale enchère, i partecipanti, un centinaio, si sono ritrovati per un piacevole momento conviviale nel bel giardino ombreggiato dal grande cedro della Maison Bérard, dove il pranzo è stato accompagnato da un simpatico quartetto musicale, dal ballo e dalle sfide di pétanque.


