Alta Valle

Le Guide Alpine in festa per i 175 anni di attività

Ingrandisci la foto: La sfilata di sabato scorso nel centro di Courmayeur (foto Marco Spataro)
La sfilata di sabato scorso nel centro di Courmayeur (foto Marco Spataro)
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COURMAYEUR (mb1) Con una sfilata nel pomeriggio di sabato scorso, 19 aprile, la Società Guide Alpine di Courmayeur ha dato il via alle celebrazioni, che proseguiranno per tutta l’estate, per i suoi 175 anni di attività. Un traguardo significativo che coincide con il cinquantesimo anniversario dell’Uvgam – Unione Valdostana Guide di Alta Montagna, che festeggerà la sua fondazione nel mese di agosto. Quella del professionista della montagna è una figura che ha subito negli ultimi anni una trasformazione radicale. «La Guida Alpina sta assumendo sempre più il ruolo di divulgatore della cultura montana, – spiega Alex Campedelli, presidente della Società Guide Alpine di Courmayeur promuovendo una maggiore consapevolezza nei confronti sia delle bellezze e peculiarità dei luoghi sia dei rischi intrinseci ad essi. Negli anni ‘80 e ‘90, i villeggianti durante la stagione estiva soggiornavano nelle nostre terre per periodi abbastanza lunghi. In un mese il professionista aveva la possibilità di programmare con loro diverse escursioni in cui prepararli per affrontare una meta difficile. Oggi, invece, il contesto è quasi opposto. Il cliente arriva a Courmayeur per pochi giorni e richiede di essere accompagnato in un’escursione specifica in una data stabilita senza che tra la Guida e il cliente si formi una minima conoscenza. L’organizzazione è molto più rapida e rigida».

L’obbligatorietà della dotazione di apparecchiatura come Artva, pala e sonda non solo per sciatori alpinisti e freerider ma anche per chi pratica attività apparentemente più tranquille come le ciaspolate, se da un lato ha aumentato la sicurezza degli sportivi, ha in molti casi indotto gli stessi a credere che questo equipaggiamento li abbia resi immuni dai pericoli. «Purtroppo riscontriamo sempre più spesso un approccio superficiale alla montagna. – osserva Alex Campedelli Molti ritengono che, grazie alle nuove attrezzature, sia possibile affrontare un percorso con qualsiasi condizione ambientale. Il nostro compito è insegnare il rispetto dei limiti imposti dalla natura e diffondere la cultura dell’ambiente montano. Come professionista partecipo frequentemente a operazioni di soccorso di alpinisti o sciatori in difficoltà, nel migliore dei casi, lungo i pendii; posso confermare che nessun dispositivo di sicurezza annulla completamente i rischi. Inoltre esiste sempre il fattore imprevedibile della casualità. È fondamentale far comprendere che noi Guide Alpine non siamo solo esperti cui rivolgersi per scalate o discese fuori pista, ma consulenti affidabili per pianificare ogni attività sul territorio».

Il mestiere della Guida Alpina risente naturalmente in modo particolare del cambiamento climatico. «Le nostre montagne sono particolarmente vulnerabili allo scioglimento del permafrost: – rimarca Alex Campedelli – lo strato ghiacciato che tiene unite le rocce. Per arginare i rischi derivanti da potenziali distacchi improvvisi di masse lungo le vie d’arrampicata abbiamo deciso già da qualche anno di anticipare la stagione estiva delle ascensioni di alcune settimane ed evitare determinati percorsi nel mese più caldo, agosto, quando questo fenomeno si manifesta maggiormente».