Cultura e spettacolo

Giornate FAI d’Autunno ad Aosta, oltre milletrecento presenze alle visite guidate

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AOSTA (zgn) I numeri sono la testimonianza più immediata di una realtà incontrovertibile: circa 400.000 persone hanno avuto l’opportunità di visitare, sabato 10 e domenica 11 ottobre, gli oltre 700 luoghi individuati dal Fondo per l’Ambiente Italiano in occasione della quindicesima edizione delle Giornate FAI d’Autunno. Un successo di partecipazione che ha coinvolto anche la Valle d’Aosta. Sono stati infatti 1.312 gli accessi registrati nei due percorsi proposti nel capoluogo regionale dalla Delegazione FAI di Aosta, confermando quanto sia vivo l’interesse per un patrimonio che appartiene alla storia e all’identità della comunità, ma che proprio per la sua vicinanza rischia talvolta di non essere pienamente conosciuto. Il primo itinerario ha condotto i visitatori alla scoperta del Palazzo Vescovile, con l’atrio neoclassico e il salone monumentale, entrambi recentemente restaurati, il Salone di rappresentanza e i giardini interni. Il secondo percorso ha invece proposto una lettura della città attraverso le tracce della sua storia più antica: dalla Porta Decumana occidentale ai sotterranei della Biblioteca regionale – aperti in via straordinaria nella sola giornata di sabato – per proseguire verso Piazza della Repubblica e raggiungere l’Area funeraria fuori Porta Decumana. Un risultato reso possibile dall’impegno dei 30 volontari della Delegazione, del Gruppo FAI Giovani e del Gruppo FAI Ponte tra culture, che hanno messo a disposizione tempo, preparazione ed entusiasmo. Il loro ruolo va ben oltre l’organizzazione delle visite: attraverso il racconto diventano il tramite fra i luoghi e chi li incontra, contribuendo a trasformare una visita in conoscenza e la conoscenza in consapevolezza. È questo uno dei valori più profondi delle Giornate FAI: si tutela davvero ciò che si conosce e di cui si comprende il valore. Entrare in un luogo normalmente non accessibile, scoprirne la storia e imparare a guardarlo con occhi diversi significa riconoscerlo come parte di un patrimonio comune e comprendere l’importanza della sua tutela. «Un risultato così importante non sarebbe stato possibile senza l’impegno di molti. – dichiara la capo Delegazione Alessandra Fulginiti – Il nostro grazie più sentito va al vescovo monsignor Franco Lovignana e alla Diocesi di Aosta per aver aperto in via straordinaria il Palazzo Vescovile e i suoi giardini, alla Soprintendenza per i Beni e le Attività Culturali con tutti i suoi collaboratori per la costante disponibilità e per il supporto pratico e logistico. Grazie a tutti i Volontari che si sono adoperati per la buona riuscita di queste giornate e, infine, un grazie speciale a tutti i visitatori che con il loro contributo libero e con le numerose iscrizioni sostengono la missione del FAI di tutela del patrimonio storico, artistico, paesaggistico del nostro Paese. Conoscere per tutelare: è solo insieme che si custodisce il futuro del nostro patrimonio».