Cultura e spettacolo

Giovedì scorso, 20 novembre, l’artista è stata protagonista di un evento a Palazzo Litta a Milano

Le esplorazioni digitali di Giuliana Cunéaz

Ingrandisci la foto: Da sinistra il curatore della mostra Wunderkammer Digitale a Vigevano Piero Mezzabotta, l’artista Giuliana Cunéaz, la direttrice del Museo Nazionale dell’Arte Digitale di Milano Maria Paola Borgarino, la direttrice del Museo Nazionale Archeologico della Lomellina Stefania Bossi e la relatrice e curatrice Chiara Canali
Da sinistra il curatore della mostra Wunderkammer Digitale a Vigevano Piero Mezzabotta, l’artista Giuliana Cunéaz, la direttrice del Museo Nazionale dell’Arte Digitale di Milano Maria Paola Borgarino, la direttrice del Museo Nazionale Archeologico della Lomellina Stefania Bossi e la relatrice e curatrice Chiara Canali
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AOSTA (zgn) Giovedì scorso, 20 novembre, l’artista Giuliana Cunéaz ha dialogato con Chiara Canali nell’incontro “Giuliana Cunéaz. Esplorazioni digitali” a Palazzo Litta di Milano e ha presentato al pubblico la sua singolare ricerca, che intreccia i mezzi espressivi del digitale con i tratti della tradizione visiva. L’iniziativa nasce in concomitanza con l’esposizione dell’opera “Matter Waves Unseen”, realizzata per il Museo Archeologico Nazionale della Lomellina di Vigevano, nell’ambito dell’accordo di collaborazione tra la Direzione regionale Musei nazionali Lombardia e il Museo Nazionale dell’Arte Digitale di Milano. Il progetto arricchisce l’offerta culturale dei musei lombardi con la mostra temporanea di arte digitale “Wunderkammer digitale”, a cura di Piero Mezzabotta, nel Museo Archeologico Nazionale della Lomellina, visitabile fino a lunedì 15 dicembre, valorizzando il dialogo tra tecnologia e patrimonio. L’incontro ha offerto l’occasione per approfondire il percorso dell’artista, tra pionierismo tecnologico e sensibilità poetica, con un focus sulle opere Matter Waves Unseen del 2013 e Microcrystals Dream del 2022. Attraverso questi lavori, Giuliana Cunéaz indaga la materia come organismo vivente, intrecciando arte, scienza e realtà aumentata in una visione in cui il fisico e il digitale si fondono in un unico processo generativo.