AOSTA (zgn) Venerdì prossimo, 9 ottobre, alle 18, sarà inaugurata, al Centro Saint-Bénin di Aosta, la mostra “Nino Migliori. La dialettica del reale”.
Nell’anno in cui Nino Migliori, tra i protagonisti assoluti della fotografia italiana del Novecento, festeggia il centesimo compleanno – è nato a Bologna il 29 settembre 1926 -, una retrospettiva nel capoluogo regionale celebra il maestro con immagini che raccontano il Paese e le sue contraddizioni: dalla dignità della miseria al boom economico, dall’industria moderna all’energia del segno astratto.
«Siamo felici- dichiara l’assessore regionale all’Istruzione, Cultura e Politiche identitarie Erik Lavevaz – di proporre questa mostra al Centro Saint-Bénin, che continua a essere un luogo d’elezione in Valle d’Aosta per esplorare il mondo della grande fotografia. Dopo Mario Giacomelli, e prima ancora Robert Capa, Inge Morath e Brassaï, l’incontro con le immagini di Nino Migliori ci consente di proseguire un viaggio fatto di sguardi diversi, plurali, complementari».
La mostra, curata da Mauro Zanchi, riunisce alcune delle serie più iconiche realizzate da Migliori negli anni Cinquanta e ne segue l’evoluzione fino agli esiti più recenti.
Attraverso 160 immagini, molte delle quali entrate nella storia della fotografia italiana, la rassegna ripercorre la stagione del Neorealismo andando oltre la lettura documentaria, per restituire la complessità dello sguardo di Migliori: dal confronto tra un’Italia ancora arcaica e un Paese in trasformazione, fino alle prime sperimentazioni sul linguaggio fotografico.
Alla luce degli studi più recenti, il percorso espositivo propone una rilettura della fotografia italiana del dopoguerra, mostrando come già negli anni Cinquanta il documento si trasformi, nell’opera di Migliori, in una ricerca sulle possibilità espressive dell’immagine.
«Sin dalla scelta dei titoli, Gente dell’Emilia, Gente del Delta, Gente del Sud e Gente del Nord, – commenta Daria Jorioz, curatrice del programma espositivo del Centro Saint-Bénin – Nino Migliori pone al centro della ricerca espressiva l’umanità nella sua interezza colta in relazione con la propria terra.
Pur collocandosi nel solco della fotografia documentaria e di reportage, il linguaggio di Nino Migliori ne attraversa i confini con grande libertà e spirito di sperimentazione, componendo un’indagine che da antropologica si fa intensamente lirica, sottilmente malinconica, a tratti divertita o ironica, ma sempre autentica e priva di retorica».
Orari di apertura: dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18.
L’esposizione sarà visitabile fino domenica 7 marzo 2027.



