Un pubblico attento, numeroso (una cinquantina di persone) e generoso ha assistito nella serata di venerdì scorso, 14 agosto, alla presentazione di Elidio Viglio su “I miei primi cinque anni in Etiopia” ospitata nel salone pluriuso di Andrate e organizzata dall’Amministrazione comunale di Andrate e dall’associazione onlus Piccoli Passi di Torre Canavese, che ha allestito per l’occasione una mostra di artigianato etiope, con la collaborazione del Comune di Nomaglio.
La prima esperienza del montaltese Elidio Viglio in Etiopia risale all’autunno 2014, quando, all’indomani della pensione, il montaltese conobbe tramite l’Avis e l’Aido di Ivrea, associazioni in cui è impegnato da circa quarant’anni, l’antropologa Annamaria Fantauzzi, la quale gli parlò dell’associazione eporediese Il Sogno di Tsige convincendolo a prendere parte alla successiva missione. La compagine formata dai volontari Elidio Viglio e Michele Stefanelli e dalla presidente dell’associazione Augusta Castronovo, nata in Etiopia ai tempi della colonizzazione italiana, partì quindi il 10 novembre 2014 alla volta di Adwa, per trascorrere poco più di un mese nel progetto di Tsige Roman Gobezie, prima donna etiope laureata, vissuta per anni negli Stati Uniti e che si occupa ora, tornata in patria, di scolarizzazione e sostegno agli anziani nella città di Adwa.
La missione principale, portata a termine con successo grazie anche alla preziosa manodopera locale, consisteva nella realizzazione di un ponte pedonale in ferro in un punto strategico per gli allevatori e coltivatori del progetto di Tsige Roman Gobezie, che per svolgere le proprie attività devono attraversare quotidianamente un fiume che, seppur quasi asciutto per molti mesi l’anno, si ingrossa molto durante la stagione delle piogge distruggendo quasi ogni volta la passerella in legno preesistente.
«Nonostante un primo impatto un po’ spiazzante – racconta Elidio Viglio – soprattutto con il traffico di Addis Abeba, la terra e la popolazione etiope mi sono da subito entrate nel cuore, soprattutto i bambini con i loro sorrisi e la loro allegria, mai spenti dalla grande povertà».
Tornato in patria, dopo qualche mese il montaltese entrò in contatto con l’associazione Piccoli Passi di Torre Canavese, anch’essa impegnata in attività di volontariato in Etiopia, partecipando ad altre quattro missioni fra il 2016 e l’inizio del 2020: due a Gambo e due a Mokonissa, villaggio nei pressi di Soddo. «In questo caso – precisa Elidio Viglio – non si è trattato di realizzare opere specifiche, ma di verificare sul posto quali fossero le necessità concrete della popolazione e di provvedere con manutenzioni di vario tipo. Ci siamo così trovati a costruire la fossa per le placente nelle pertinenze di un ospedale e a ristrutturare i servizi igienici per il pubblico, a sistemare interruttori elettrici, a installare un generatore attivabile dalle suore della missione in caso di black-out, a fornire le scuole locali di materiale didattico, a smantellare cisterne inutilizzate e a installarne di nuove, a costruire dai semplici scaffali a intere case per famiglie particolarmente povere e altro ancora. A volte a noi occidentali sembra impossibile da credere, ma ci sono popolazioni che, per la mancanza di mezzi e di istruzione, non sono in grado di svolgere neanche i più piccoli e semplici lavori. Il compito di noi volontari quindi non è quello di andare a stravolgere la realtà, ma quello di insegnar loro piccole azioni elementari cercando di migliorare anche di poco le loro condizioni di vita».
Una costante di tutti i viaggi in terra etiope è stata, dopo una prima diffidenza iniziale da parte dei locali non abituati alla presenza dei bianchi, l’accoglienza festosa e riconoscente soprattutto da parte dei bambini, da quelli più fortunati che possono studiare nelle scuole religiose o laiche a quelli più poveri che vivono nelle strade prendendosi cura dei fratellini più piccoli e non facendo mai mancare un sorriso.
Chi fosse interessato ad avere maggiori informazioni o a contribuire alla causa può consultare il sito piccolipassitorre.org. Per le adozioni a distanza e la cooperazione internazionale, un riferimento è il Centro Aiuti per l’Etiopia con sede a Verbania (centroaiutietiopia.it).