Un uomo di poche ma chiare parole, esempio per molti, protagonista di una brillante carriera professionale e al contempo capace di mettersi al servizio della propria comunità. Questo era Dario Bisone, l’ex assessore di Montalto Dora il cui corpo privo di vita è stato recuperato mercoledì 12 agosto dal Soccorso Alpino Valdostano poco sotto la vetta della Becca Pougnenta, montagna tra i Comuni di La Salle e Morgex raggiungibile con un sentiero che inizia al Col San Carlo. Aveva 80 anni. Tante persone hanno voluto porgergli un ultimo omaggio nel corso della cerimonia funebre di venerdì 14 agosto a Montalto Dora: molte di loro non sono potute entrare in chiesa, i cui accessi erano limitati dalle regole imposte dal distanziamento sociale.
Dario Bisone era nato il 10 dicembre del 1939 e rimase orfano del padre Giovanni quando aveva appena 5 anni. Con la mamma Phyllis Alleyson aveva vissuto anche un anno a Saint-Vincent, prima di tornare a Montalto Dora. Figlio unico, forte e determinato, entrò fin da ragazzino nella scuola dell’Olivetti di Ivrea, dove – oltre alla formazione – si cominciava a lavorare. Pur avendo trovato impiego giovanissimo, non smise di studiare ma frequentò corsi da privatista diventando perito elettronico. Grazie a capacità non comuni, nell’Olivetti fece carriera fino a diventare responsabile del progetto delle stampanti. Quando andò in pensione da dirigente, all’inizio degli anni Novanta, era ancora giovane e pieno di spirito di iniziativa: continuò a lavorare come consulente e, dopo qualche anno, entrò a fare parte della Cts (Computer Technology System), la società di Ivrea fondata da ex colleghi olivettiani e presieduta da Franco Ugo (che aveva la stessa età di Dario Bisone ed è mancato alcuni anni fa). Nella Cts diede un contributo fondamentale allo sviluppo di innovative cassaforti automatiche per il mercato bancario e ne seguì tutta la parte di installazione all’estero, in particolare in Spagna.
Anche quando, alcuni anni fa, aveva concluso definitivamente la sua attività lavorativa, aveva continuato a casa sua a coltivare la sua passione per la falegnameria, realizzando porte, mobili e scale.
Molto attento alla vita sociale del paese – così come la moglie Raffaella Licastro – dal 1995 al 1999, con sindaco Vilmo Chiarotto, era stato assessore al Bilancio del Comune di Montalto Dora.
Amava la montagna e cercava sempre di ritagliarsi un momento per passeggiare nella natura, dove trovava soddisfazione e serenità. Conosceva bene il sentiero in cui ha perso la vita, ci era stato anche lo scorso anno. «Era prudente in montagna, non si prendeva mai un rischio. – sottolinea il figlio Sergio – E’ caduto in un punto che non presentava difficoltà, probabilmente si è trattato di un malore improvviso. Aveva in effetti qualche problema di cuore negli ultimi tempi ed era seguito da un cardiologo. Se è salito fin lì è perché sicuramente si sentiva bene. E’ stata una fatalità. Come famiglia siamo rimasti colpiti e commossi dalle tantissime attestazioni di stima arrivate da ogni parte, che dimostrano quanto papà fosse stimato e benvoluto. Vogliamo ringraziare gli uomini sia del personale del Soccorso Alpino che della stazione della Guardia di Finanza di Entrèves per la professionalità e l’umanità, nonché lo psicologo dottor Jacopo Albarello».
Lo stesso sindaco Renzo Galletto ha tributato a Dario Bisone un sentito omaggio: «Era un cittadino esemplare, per impegno e coerenza, uomo di profonda umanità soprattutto nei confronti dei più deboli. Valori che ha saputo trasmettere a tutta la famiglia in favore della nostra comunità».
Dario Bisone lascia la moglie Raffaella e i figli Sergio, Paolo e Sara.