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La storia di Norma Cossetto, gettata in una foiba, riscoperta in un libro scritto da Alberto Bolzoni

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L’autore Alberto Bolzoni durante la presentazione
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BORGOFRANCO D’IVREA (ttm) A Palazzo Marini di Borgofranco è stato presentato nella serata di venerdì scorso, 27 giugno, il libro “Ho incontrato Norma”, un volume pubblicato dalle Edizioni Helicon che contiene la storia e le riflessioni dell’autore Alberto Bolzoni sulla figura di Norma Cossetto, la ventitreenne studentessa istriana uccisa dai partigiani jugoslavi nel 1943, dopo essere stata seviziata e torturata dai suoi carcerieri e poi gettata ancora viva in una foiba. Una vicenda terrificante, che nel 2005 ha portato al conferimento alla memoria di Norma della Medaglia d’Oro al merito civile, “per la sua luminosa testimonianza di coraggio e amor patrio”, dall’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

«Ha suscitato davvero vive emozioni questo ricordo di una giovane costretta a subire una tremenda ingiustizia – commenta il sindaco Fausto Francisca – che riverbera un tema attuale come quello degli abusi e della violenza che ancor oggi subiscono le donne, e di come si dimenticano facilmente le sofferenze inflitte a italiani assolutamente privi di colpe».

Alberto Bolzoni, ricercatore storico appassionato dei fatti sulla Seconda Guerra Mondiale, è vissuto a Borgofranco, dove ha frequentato le scuole elementari e medie sopra l’attuale Ufficio postale, nelle aule oggi occupate dalla Biblioteca comunale e dalla Scuola di Musica. Interessato alla storia fin da piccolo, grazie ai racconti del nonno, una ventina di anni fa si è posto delle domande e ha tratto delle riflessioni sul tragico episodio di Norma Cossetto, che ha voluto trasmettere ai numerosi partecipanti all’incontro di Palazzo Marini, a cui erano presenti anche il sindaco Fausto Francisca, l’assessore alla cultura Katia Marafiotti e la moderatrice Luana Palagiano.

«Molte cose si sanno ma molte s’ignorano perché non si vogliono raccontare, per non scoprire i lati oscuri, ma umani, dell’uomo» prosegue Fausto Francisca, aggiungendo infine una personale considerazione riguardante casi simili avvenuti nel territorio comunale di Borgofranco, come quello riguardante la morte della ventenne Adele Andriollo, avvenuta nel 1945, violentata e uccisa davanti ai genitori, o la presunta foiba di Carema, di cui non si sanno neppure i nomi di coloro che vi sarebbero stati gettati.

«Da uomo vorrei capire cosa sia davvero successo anche in questi due casi. Si tratterebbe solo di voci generate dal vino delle cantine? Forse gli archivi “secretati” per anni dei Carabinieri potrebbero dare risposte» conclude il sindaco Fausto Francisca.