MONTALTO DORA (ttm) È ancora motivo di polemica il progetto di realizzazione di un nuovo quartiere nella periferia di paese, comprendente la costruzione di 11 villette e di un supermercato di circa 24 mila metri quadrati sul territorio al confine con Ivrea, in zona Baltea, che non vedrà lo svolgersi di un consiglio aperto chiesto della minoranza per discutere ancora in merito alla legittimità o meno di impegnarsi in un’iniziativa del genere (il Comune di Montalto Dora si era avvalso del Piano Esecutivo Convenzionato, che permetteva l’attuazione di un progetto previsto dal Piano Regolatore senza bisogno di passare dall’approvazione in consiglio comunale).
L’amministrazione ha preferito non avallare la richiesta di un consiglio aperto al pubblico, pur concedendo di portare avanti la discussione della questione all’interno del prossimo consiglio comunale ordinario, entro fine luglio. Decisione che però non è andata giù alla minoranza, già avversa al progetto poiché ritenuto dannoso e inutile nell’ottica di consumo e cementificazione del suolo, che vede in tale posizione un rifiuto di confronto con la cittadinanza.
“Il Sindaco avrebbe potuto indire un consiglio aperto, anche se non previsto dai regolamenti, se avesse voluto”, ha dichiarato il consigliere di minoranza Vilmo Chiarotto. “Il confronto da noi richiesto avrebbe permesso ai cittadini e alle associazioni di categoria di far sentire la loro voce su un progetto che pensiamo non porti affatto a rendere il paese più attrattivo per turisti che escano dall’autostrada per venire a comprare qui”.
La risposta del sindaco Renzo Galletto si è basata sul rispetto della normativa prevista dallo statuto, che non contempla di indire consigli aperti su questioni similari. “Nonostante le norme di legge, che abbiamo come sempre applicato”, ha evidenziato il primo cittadino, “abbiamo concesso di portare avanti la questione all’interno dell’aula in un ordinario consiglio comunale, in un’ottica di apertura e dialogo, senza trasformare una situazione istituzionale in un’arena pubblica. Opinioni diverse sono accettate, ma solo sulla base della legittimità del processo”.
Michele Tetro


