Gran San Bernardo

Roisan, dopo la frana tempi lunghi per la messa in sicurezza e la riapertura della strada regionale

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ROISAN (zgn) A causa di una caduta massi che si è verificata la mattina di lunedì scorso, 17 marzo, a Roisan, all’altezza del Ru Pompillard, la strada regionale 17 è stata chiusa dal capoluogo verso l’incrocio con la regionale 18 di Bionaz. Lo stop al traffico, deciso dall’Amministrazione comunale con un’ordinanza, resta in vigore «Visto il persistere di una situazione potenziale di pericolo» e in attesa «Delle opportune verifiche tecniche e dell’eventuale esecuzione delle necessarie opere di bonifica». La chiusura interessa anche le piste lungo il Ru Prévot, il Ru Champapon e il Ru Pompillard che si trovano a valle della zona coinvolta dalla frana. «Non sarà una chiusura breve – spiega il sindaco Gabriel Diémoz – perché bisogna sistemare pure le reti divelte dal crollo poste a protezione del Ru Pompillard».

La zona è stata sorvolata con un drone della Protezione Civile per stimare l’entità del materiale caduto e individuare gli interventi necessari. Purtroppo non è la prima volta che quel tratto di strada regionale viene interessato da una frana, dato che in meno di 10 anni se ne sono verificate 3. L’ultima volta per metterlo in sicurezza, in seguito a un crollo di terra e rocce, era stato chiuso alla circolazione dall’ottobre 2019 al dicembre 2021. I lavori effettuati da ll’Assessorato regionale delle Opere pubbliche, concernenti la realizzazione di barriere paramassi, integrate da un sistema di monitoraggio della parete rocciosa, hanno comportato una spesa di oltre 1 milione 200mila euro, interamente finanziata con fondi statali. In dettaglio erano state posate i 2 reti paramassi alte 7 metri e lunghe rispettivamente 70 metri (quella verso Valpelline) e 100 metri (quella verso Aosta).

Ora sarà necessario un ulteriore intervento per mettere in sicurezza la zona. «Nella nicchia di distacco è presente un vecchio agglomerato fessurato – aggiunge il sindaco Gabriel Diémoz – con infiltrazioni d’acqua. Le escursioni termiche di questo periodo sono presumibilmente la causa scatenante del crollo. Da qui la necessità di valutare eventuali interventi di disgaggio. Sono caduti diversi blocchi di pietra, i più grandi dei quali sono di circa 5 metri cubi». Il dirigente della Struttura Sistemazioni montane, del Dipartimento Risorse naturali e Corpo forestale dell’Assessorato dell’Agricoltura e Risorse naturali, Massimo Pasqualotto conferma che «Sono in corso le valutazioni tecniche in funzione del ripristino del Ru Pompillard danneggiato dalla frana. Per fortuna in questo periodo non è ancora utilizzato per l’uso irriguo».

Inevitabili i disagi alla circolazione. «E’ stato riattivato il piano per il traffico – riferisce il sindaco Gabriel Diémoz – che viene deviato verso i villaggi di Massinod e Moulin».