AOSTA (qdn) Si è spento lunedì scorso, 7 aprile, – a pochi giorni dal primo anniversario della scomparsa della moglie Bruna Marc-Grivaz che era mancata il 15 aprile del 2024 – Guido Francesconi, per tanti anni punto di riferimento nel mondo dell’apicoltura valdostana. Nato il 9 gennaio 1948 da mamma Adelina Bredy di Saint-Vincent e papà Andrea Francesconi di Ussel, ha vissuto l’infanzia nel villaggio all’ombra del castello di Châtillon prima di trasferirsi a Saint-Vincent con tutta la famiglia che nel frattempo si era allargata con la nascita del fratello Marco e della sorella Delia.
Proprio a Saint-Vincent conobbe Bruna, sua vicina di casa, che sarebbe diventata sua moglie nel 1970: dalla loro unione nacque il loro unico figlio Edy, di professione architetto. Dopo l’avviamento professionale, Guido aveva iniziato a lavorare come operaio alla Cogne ma una svolta alla sua vita professionale avvenne appassionandosi all’attività di apicoltore del suocero Elio Marc-Grivaz, uno dei fondatori del Consorzio Apistico. Quando quest’ultimo morì prematuramente in un incidente stradale nel 1975, Guido decise di prendere le redini dell’azienda di famiglia e si dedicò con impegno crescente al mondo dell’apicoltura.
Fu assunto prima come dipendente del Consorzio Apistico e poi come tecnico apistico dell’Assessorato dell’Agricoltura, girando tutta la Valle d’Aosta per fornire consigli sulle migliori pratiche da adottare e contribuendo allo sforzo della Regione per ammodernare il settore, che ora è una florida realtà con ben 500 apicoltori attivi. Alla fine degli anni Settanta fu tra i promotori della nascita della Cooperativa Miel du Val d’Aoste dove poi trovò lavoro anche la moglie Bruna. Un percorso di vita e di lavoro comune che li ha accompagnati fino all’età della pensione.
Per un periodo presidente del Consorzio Apistico e tra i promotori della nascita della Sagra del Miele di Châtillon, Guido Francesconi amava la natura, fare l’orto e curare i suoi alberi da frutto. Occuparsi dei suoi alveari – l’azienda ne aveva una cinquantina in media – gli dava pace e lo distraeva dalle preoccupazioni quotidiane. I mieli dell’azienda – a nome della moglie Bruna Marc-Grivaz – sono stati spesso premiati proprio alla Sagra di Châtillon. Ha curato le sue api fino all’estate del 2024.
Una volta ricevuta la diagnosi della malattia nel mese di ottobre dello scorso anno, con tanta forza e impegno ha trasmesso al figlio Edy e alla sua compagna Paola Bortolotti gli ultimi segreti dell’apicoltura e sono proprio loro che oggi portano avanti l’attività dell’Apicoltura Marc-Grivaz. Persona altruista ed estremamente generosa, socievole seppur con un carattere riservato, ha dato tanto al mondo dell’apicoltura e lascia un ricordo prezioso alle tante persone che lo hanno conosciuto.



