Parrocchie

Don Fabio Bredy racconta l’esperienza del nutrito gruppo che ha preso parte al pellegrinaggio giubilare

I fedeli valdostani a Roma: «Nelle nostre preghiere abbiamo ricordato il Papa e pregato per la sua salute»

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Sono tornati nella tarda serata di martedì 5 marzo gli oltre 200 partecipanti della Diocesi – guidati dal vescovo Franco Lovignana – al pellegrinaggio giubilare a Roma (organizzato in collaborazione con il Centro Turistico Acli). Monsignor Franco Lovignana è stato accompagnato dal vicario generale don Fabio Brèdy e da don Lorenzo Sacchi, don Sergio Rosset, don Aldo Armellin, don Antonio Leonetti e dal diacono Michelangelo Furfaro. E saranno 210 i giovanissimi (ai quali si aggiungeranno 50 accompagnatori adulti) che prenderanno parte al pellegrinaggio a Roma, da venerdì 25 a domenica 27 aprile, organizzato per i ragazzi dalla prima alla terza media. Il programma: giovedì 24 alle 21 partenza da Aosta, venerdì 25 dalle 9 alle 18 pellegrinaggio alla Porta Santa, dalle 18 alle 19.30 preghiera della Via Lucis. Sabato 26 aprile dalle 8 alle 18 pellegrinaggio alla Porta Santa, dalle 11 alle 15 animazione in alcune piazze di Roma, dalle 17.30 alle 19 momento di festa musicale. Domenica 27 alle 10.30 Messa presieduta dal Santo Padre in piazza San Pietro, rientro in serata.

Infine il «Giubileo dei giovani 2025» – per i ragazzi nati dal 2010 e fino a 30 anni di età – che si svolgerà da lunedì 28 luglio a domenica 3 agosto. Le iscrizioni chiuderanno giovedì prossimo, 20 marzo. Costi: singolo 425 euro, 2 fratelli 750 euro. Per informazioni è sufficiente telefonare ai numeri 340 9943515 e 346 3550395.

AOSTA (mye) Sono partiti sabato 1° marzo e sono rientrati martedì 4 i pellegrini valdostani che si sono recati a Roma per il Giubileo. “Quest’anno il nostro tradizionale pellegrinaggio è diventato diocesano, coinvolgendo tutte le zone parrocchiali”, spiega il parroco della Cattedrale e vicario monsignor Fabio Bredy. I circa 200 partecipanti sono stati distribuiti in 4 pullman. Il primo, guidato dal vescovo Franco Lovignana e da monsignor Fabio Bredy, è stato riempito quasi interamente da persone della zona parrocchiale del centro. Gli altri aostani, assieme agli iscritti dell’Oftal, erano nel secondo pullman, con gli accompagnatori Alfredo Massai e il canonico Aldo Armellin, che in qualità di incaricato diocesano per i pellegrinaggi, ha curato tutta l’organizzazione. Il terzo pullman era dedicato all’Alta e alla Bassa Valle, con gli accompagnatori don Diego Cuaz e don Antonio Leonetti, mentre nel quarto c’erano i partecipanti di Quart, Châtillon e Saint-Vincent, accompagnati da don Sergio Rosset, don Lorenzo Sacchi e don Alessandro Valerioti.

Il cuore del viaggio per il Giubileo era l’attraversamento delle 4 porte sante di San Pietro, San Paolo e poi San Giovanni e Santa Maria Maggiore, le 4 basiliche papali romane considerate maggiori, mentre altre due minori si trovano ad Assisi. “In ciascuna delle 4 basiliche – continua monsignor Fabio Bredy – ci siamo raccolti in un momento di preghiera, nell’Eucaristia o nei Vespri, nei due giorni in cui siamo stati a Roma. Gli altri due giorni sono stati di viaggio: all’andata ci siamo fermati nella cosiddetta “Chiesa dell’Autostrada”, a Campi Bisenzio, vicino all’area di servizio Firenze Nord dell’Autostrada del Sole, dedicata a San Giovanni Battista e dalla caratteristica forma di tenda. Qui abbiamo celebrato la Messa di inizio Giubileo. Al ritorno, invece, ci siamo fermati nel Santuario e monastero dedicato a Santa Gemma Galgani, appena fuori le mura di Lucca, un edificio ispirato al Duomo di Berlino”.

Gli accompagnatori hanno guidato le preghiere e riflessioni spirituali nel proprio pullman, mentre negli incontri collettivi l’omelia è stata affidata a monsignor Franco Lovignana. Ha fatto eccezione la Messa di domenica 2 marzo, concelebrata nella Basilica di San Pietro con il cardinale vicario monsignor Mauro Gametti. “Non era previsto un incontro con il Papa – precisa Fabio Bredy – ma la partecipazione all’Angelus. Nelle nostre preghiere abbiamo ricordato il Papa e pregato per la sua salute. Nei momenti liberi dopo pranzo, invece, ci siamo dedicati a illustrare le bellezze di Roma a chi non c’era ancora stato. Ci sarebbe piaciuto visitare la chiesa di San Filippo Neri, al quale è dedicato il nostro Oratorio del Centro, ma nel poco tempo a disposizione non l’abbiamo trovata aperta”.

Il tema ricorrente del viaggio e delle preghiere è stato quello della speranza, filo conduttore dell’anno liturgico. Il concetto torna anche nel titolo dell’iniziativa, “pellegrini di speranza”.

Elena Meynet