Sanità

Troppo spesso si dimentica che il servizio pubblico deve essere a favore anche dei meno tecnologici

L’Usl elimina le ultime macchinette per pagare il ticket in contanti: una beffa per gli anziani

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AOSTA (mpl) In tanti avevano richiesto di aumentarle, così da migliorare il servizio all’utenza, soprattutto pensando ai molti, non più giovani, frequentanti gli ambulatori dell’Ospedale regionale, compreso il sempre affollato padiglione per i prelievi del sangue.

Invece l’Usl ha deciso non solo di ridurre ma proprio di eliminare le macchine che consentono attualmente i pagamenti in contanti per le prestazioni sanitarie. Sono ancora solamente 3 in servizio e da giovedì prossimo, 15 ottobre, diventeranno un ricordo. Qual’è la ragione? Lo spiegano nella loro informativa interna Davide Emanville, direttore dei Sistemi informativi, e Catia Lazier, dirigente del settore Bilancio e finanze: praticamente il problema è che i pagamenti in contanti rendono «necessario un intervento manuale da parte degli operatori».

In parole povere qualcuno deve contare i soldi. Un’operazione quindi talmente gravosa che bisogna eliminare le macchine che li ricevono così che il problema venga risolto. Certo ora qualche dipendente dell’Usl sarà sollevato dalla immane fatica di dividere i biglietti da 5, 10, 20 e 50 euro ma nessuno ha pensato all’utenza, che ancora numerosa effettua i pagamenti in contanti e che ora non potrà più farlo. E’ questo il senso della politica a favore della comunità?

Si continuano a creare ostacoli credendo di avere a che fare con una popolazione tecnologica, quando al contrario anche in Valle d’Aosta, soprattutto in certe fasce della popolazione, peraltro quelle più interessate dai servizi sanitari pubblici, l’utilizzo dei pagamenti elettronici è ancora molto parziale e pure antipatico.

I 2 firmatari della lettera – Davide Emanville e Catia Lazier – hanno anche individuato una soluzione. Agli utenti che amano il contante basterà rivolgersi a PagoPa, Sisal, Lottomatica, Banca 5, Poste Italiane, istituti bancari ed altri esercizi convenzionati. Quindi una complicazione sulla complicazione, tanto per semplificare le cose e dire alla gente arrangiatevi. Il tutto con una dimenticanza non da poco: tutti questi servizi costano, ad esempio pagare il ticket nelle tabaccherie vicine all’Ospedale di via Ginevra vedrà un’aggiunta di euro 2,50 di commissioni, rispetto al niente di prima.

Inoltre vi è anche un problema di orari. Ad esempio i prelievi di sangue iniziano dalle 7 quando invece l’apertura degli esercizi convenzionati in prossimità dell’Ospedale regionale avviene più tardi, tra le 8.30 e le 9. Quindi bisognerà preoccuparsi di pagare il ticket già il giorno prima, per evitare di perdere il turno o di ricorrere a corse affannose (soprattutto per gli anziani) verso il tabaccaio di turno.

Da una rilevazione dell’Usl effettuata nel primo semestre del 2026 sarebbe emerso che da gennaio a giugno solamente l’8 per cento dell’utenza abbia pagato in contanti. «Ormai una modalità residuale» l’ha definita la stessa Usl nella sue comunicazioni, che interessa però, se commisurata al numero di persone, tuttora centinaia di prestazioni e di utenti, ritenuti però «residuali». Troppo spesso si dimentica che il servizio pubblico deve essere a favore di tutti, comprese le fasce “meno tecnologiche” della popolazione, che sono quelle dei nostri nonni e dei nostri genitori.