AOSTA (mm4) Settimana della navigazione a vista con la speranza di avvistare terra martedì 13 ottobre, o qualche giorno dopo, a seconda del vento e delle correnti. Quello che nessuno può predire è se si sbarcherà su di un’isola di pericolosi cannibali o di simpatiche hawaiane.
Le giornate sono così passate negli slalom di domande e risposte del Consiglio Valle, senza nessuna celebrazione – l’Union Valdôtaine di un tempo non avrebbe perso l’occasione – dello storico successo del Parti Quebecois nelle elezioni di lunedì 5 nella grande regione francofona del Canada, con conseguente rilancio dei fremiti indipendentisti che un tempo solleticavano pure una parte consistente del Mouvement e della sua appendice giovanile, la Jeunesse, chiamata a festeggiare i suoi 80 anni sabato scorso, con un omaggio iniziale al cimitero di Aosta al primo animateur Pierre Vietti, disertato dalla stessa famiglia, tra lo stupore e il rammarico dei jeunes unionisti.
Presente alla manifestazione – intervenuto a Gressan insieme al sindaco René Cottino, al président Joel Farcoz, all’animatrice principale Valérie Poletto, al presidente Renzo Testolin e ad Elia Perruquet dell’Alleanza Libera Europea – il deputato Franco Manes ha incassato negli ultimi giorni la botta della legge elettorale, nonché le critiche neppure troppo velate dei camarades del Mouvement, visto che non si capisce più quale sia la funzione del collegio uninominale – garantito da una legge costituzionale – nel pasticcio di una normativa incomprensibile e di attuazione ancora tutta da verificare.
Si parla all’interno dell’Union anche di un possibile ricorso di natura costituzionale, perché la nuova legge andrebbe a ledere lo Statuto di autonomia che è molto chiaro al riguardo. E’ certo che le altre minoranze, a cominciare dagli altoatesini, non hanno aiutato il nostro deputato Manes, anzi una volta ottenuto ciò che interessava loro si sono disinteressati della Valle d’Aosta e del suo storico collegio elettorale.
Le attenzioni, pur spostate su vari temi, sono comunque catalizzate sul T-Day, il Testolin-Day come qualcuno lo definisce, in un clima politico fatto di tante riunioni, prima interne all’Uv, poi di confronto con gli alleati. Ma soprattutto di tanta attesa. Si va a sentenza, poi si vedrà.
I possibili scenari sono ormai noti: sentenza positiva per il Presidente, tutto rimane come è. Sentenza negativa ovvero che conferma l’ineleggibilità in Giunta di Renzo Testolin: allora nell’Esecutivo bisogna sostituire lui e Luigi Bertschy e si aprono le danze per il toto-Presidente. Renzo Testolin potrebbe allora decidere di resistere in Cassazione, a titolo personale e comunque non da Presidente della Regione in carica. Ultimo scenario: il Tribunale non decide e passa il fardello alla Corte costituzionale. Però difficilmente ci sarebbero le condizioni politiche per consentire alla Regione di andare avanti nel percorso di difesa del suo Presidente.
In caso di sentenza negativa per Renzo Testolin, tutti auspicano una soluzione rapida. Sul rimpasto 2 possibilità: la sostituzione solo del Presidente e del Vice, o tabula rasa. I nomi che circolano per un’eventuale successione: l’assessore al Turismo Giulio Grosjacques, che sembra poter contare sul maggior sostegno tra gli eletti; l’assessore “anziano” alle Opere pubbliche Davide Sapinet e il capogruppo Uv Aurelio Marguerettaz.
Ma Renzo Testolin potrebbe ritrovarsi la strada in salita anche se i giudici dovessero dargli ragione. Restare sulla poltrona di Presidente ormai non è per lui una prospettiva agevole.


