AOSTA (fci) Le imminenti elezioni regionali e comunali sono un “banco di prova della partecipazione democratica alla quale non può mancare il contributo dei cristiani. Esso si esprime andando a votare, ma non si esaurisce con il recarsi alle urne”. Lo ha detto il vescovo di Aosta, Franco Lovignana, nella conferenza stampa di inizio anno pastorale nella mattinata di giovedì scorso, 4 settembre. Auspicando “una scelta consapevole e responsabile, frutto di informazione e riflessione, di confronto e valutazione”, Franco Lovignana ha espresso la “speranza” che “tutti coloro che si sono candidati ad amministrare i Comuni e la Regione abbiano davvero a cuore il presente e il futuro della Valle e delle persone che la abitano, soprattutto dei giovani, delle famiglie e di quanti vivono fragilità, disagio e povertà”. “La nostra realtà, così piccola, – ha aggiunto – permette di fare una valutazione fondata su candidati e programmi”.
“Migliorare la qualità e l’accessibilità dei servizi alla salute, con particolare attenzione agli anziani e alle fasce deboli della popolazione”. E’ una delle priorità indicate dal Vescovo di Aosta nella lettera pastorale di quest’anno, caratterizzato dagli appuntamenti elettorali delle regionali e comunali. Gli altri temi: “difendere la vita, il diritto della famiglia a decidere sull’educazione dei figli su temi sensili dal punto di vista antropologico ed etico, prevenire il dilagare della violenza e dei suicidi, rendere attrattivo lavorare in Valle d’Aosta, accogliere e integrare i migranti, curare e valorizzare il territorio”. Argomenti, secondo Franco Lovignana, “importanti, a cui non sono io a dover dare una risposta, ma sui quali fermarsi a interrogare programmi e candidati”. Il Vescovo inoltre suggerisce di capire quali siano le proposte dei vari movimenti politici anche su “come fare uscire la Valle d’Aosta dall’isolamento dal punto di vista dei collegamenti”.
“Oggi, – ha aggiunto durante la conferenza stampa di presentazione degli indirizzi pastorali – quando ci si mette in viaggio o si entra nell’ottica di viaggiare come 150 anni fa, o si prende l’auto, non ci sono alternative”.
L’anno pastorale 2025-2026 della Diocesi di Aosta è dedicato alla cura della vita ordinaria della comunità. “Chiedo a tutte le comunità di prendersi cura della vita ordinaria, a partire dalle parole di Gesù”, scrive il Vescovo che aggiunge: “Dobbiamo lavorare insieme, riflettere insieme su come declinare lavorare sulla vita ordinaria. E al centro dobbiamo mettere la relazione, che oggi è il punto debole della nostra società. Dobbiamo combattere contro un nemico che oggi è l’individualismo che colpisce senza riguardo sacerdoti e laici, consacrati e famiglie, giovani e adulti. Come? Con l’ascolto”. E aggiunge: “Che richiede tempo e disponibilità. Ripropongo alle unità parrocchiali di dedicare una domenica al mese come giornata di comunità, un momento di confronto, formazione che deve essere trasversale e intergenerazionale”. Per Franco Lovignana poi, “bisogna intraprendere un percorso di pace nel mondo, che esige conversione e preghiera. Il paradigma della violenza e dell’arroganza pervade la società a tutti i livelli e a tutte le latitudini, creando circoli viziosi che non credo possano essere spezzati se non attraverso un cammino di conversione. Per noi cristiani la costruzione della pace inizia con il volgere lo sguardo a Cristo”.
In Valle d’Aosta il nuovo anno pastorale si apre domenica 7, con le celebrazioni di San Grato, patrono della città e della Diocesi di Aosta: alle 15 Messa in Cattedrale seguita dalla processione e dalla benedizione con le reliquie del Santo. Oggi sabato 6 alle 20.30 route per i giovani dalla chiesa di Pila all’eremo di San Grato.


