AOSTA (den) Venerdì scorso, 11 aprile, si è svolta la Via Crucis organizzata dalle parrocchie gemelle di Saint-Martin-de Corléans e di Maria Immacolata, ad Aosta. Alle 20.30 numerosi fedeli sostavano all’imbocco di via delle Regioni per partecipare, con le fiaccole, alla processione che li avrebbe portati alla croce della Missione in via delle Betulle. Il parroco di Saint-Martin-de Corléans don Nicola Corigliano, dopo aver salutato i presenti ha detto: «Oggi noi percorreremo questa via, una via d’amore nel dramma che Gesù accetta sulle sue spalle, nelle sue gambe, nei suoi piedi, nelle sue mani, nel suo costato. Lo accetta per amore. Anche noi chiediamo al Signore di accettare la nostra vita, che in definitiva è la nostra croce.
È molto bello quel che viviamo stasera, però lascia anche un po’ da pensare. Qualche anno fa quando questa era l’unica Via Crucis cittadina c’erano circa 1.500 persone, mentre oggi sono molte di meno, ma è già una gran cosa dopo anni che abbiamo ripreso a farla. Però, qualche settimana fa, è apparsa l’immagine di una piazza a Torino dove si è concluso il Ramadan. Oltre 20mila persone riunite, e ad Aosta erano forse 2.000, sempre per la conclusione del Ramadan. C’è il rischio di scomparire, di diventare insignificanti, una realtà che può diventare difficile da vivere. Allora preghiamo perché la luce della fede non si spenga nel cuore dei credenti». Don Nicola Corigliano ha poi aggiunto: «Gesù nella sua Via Crucis ha incontrato tanto freddo: il freddo della violenza, della sofferenza, dell’indifferenza.
Anche noi qualche volta in questa Via Crucis abbiamo trovato case in cui c’era sofferenza, altre con le luci abbassate per l’indifferenza, forse anche per la paura di sentirsi ridicolizzati; però abbiamo trovato anche gli altarini che indicavano l’attenzione, una presenza, un po’ come quella di Gesù che incontra la Madre, la Veronica, il Cireneo. Portiamoci a casa questa domanda: quale scintilla di misericordia devo esercitare oggi, quale accoglienza, quale pazienza?. Oggi vogliamo dire a Gesù che non vogliamo lasciarlo solo a portare la croce».
Ad ogni stazione è stato letto un passo, soprattutto quello degli evangelisti che raccontano la Passione di Nostro Signore: la condanna a morte, caricato della croce, la prima caduta, l’incontro con sua Madre, l’aiuto del Cireneo, la Veronica che asciuga il volto di Gesù, la seconda caduta, l’incontro con le Pie Donne, la terza caduta, Gesù spogliato delle vesti, inchiodato sulla croce, la morte, la deposizione dalla croce, la sepoltura nel sepolcro di Giuseppe d’Arimatea. Al termine della processione è stata impartita la benedizione ai fedeli, prima del canto finale Misericordias Domini. La Via Crucis in quest’anno del Giubileo era terminata, mentre la croce posta a ricordo della Missione fatta nel 1988 splendeva sulla collina nel buio della notte.
Ernesto Desandré

