AOSTA (fci) Albert Chatrian non sarà candidato alla carica di Sindaco di Torgnon. Lo ha ufficializzato in un incontro con Massimo Poletti – presidente della sezione unionista del paese – nel pomeriggio di ieri, venerdì 18 luglio. La sezione gli aveva chiesto la disponibilità qualche settimana fa, ora la decisione definitiva. L’Uv dovrà quindi pensare a qualcun altro per la fusciacca di Torgnon; attualmente il sindaco è Lorena Engaz.
Avendo raggiunto il limite dei mandati, Albert Chatrian è l’unico degli 11 unionisti in Consiglio Valle che non può ricandidarsi alle elezioni regionali di domenica 28 settembre. Architetto, socio nonché collaboratore delle aziende ricettive e commerciali di famiglia e maestro di sci alpino, è stato vice sindaco dal 2000 al 2005 e poi sindaco di Torgnon dal 2005 al 2008, quando è stato eletto in Regione, dove nel 2013 assume l’incarico di assessore al Bilancio (giunta Marquis) e nel 2018 quella di assessore all’Ambiente (giunta Fosson).
«La richiesta di impegnarmi per il mio Comune naturalmente mi gratifica. Ma non posso accettare. – spiega Albert Chatrian – La ricomposizione dell’area autonomista ottenuta nell’ultimo anno», anche nota come réunion, «mi ha assorbito molto in termini di tempo ed energie, senza dimenticare che esiste ancora spazio per allargare questo risultato. Un risultato che ha portato stabilità alla maggioranza regionale, evidente nei passi avanti sulla realizzazione del nuovo ospedale e sugli impianti a fune».
«La richiesta della mia sezione, ripeto, mi ha onorato. prosegue Albert Chatrian – E quando la notizia è diventata di dominio pubblico, mi ha fatto piacere ricevere le attestazioni di stima dei miei compaesani e anche da parte di chi non vicino alle mie posizioni, dei non unionisti e di tanti altri. Però non posso accettare principalmente per 2 motivi. Primo fra tutti il rispetto verso chi mi ha sostenuto e pertanto voglio onorare il mio impegno in Consiglio Valle fino in fondo, fino all’ultimo giorno della legislatura: accettando la candidatura alle elezioni comunali, dovrei invece dimettermi con qualche mese di anticipo dal Consiglio Valle e non lo trovo rispettoso. E secondo, ma non per importanza, anche per rispetto al percorso di ricomposizione dell’area autonomista, per cui mi sono impegnato in prima fila. Detto questo, gli amici di Torgnon devono sapere che per l’elaborazione del programma e degli obiettivi per il futuro del mio paese io naturalmente ci sono, sono pronto a lavorare con loro. I candidati sindaci sono in un certo senso secondari: dal mio punto di vista è molto più importante scrivere il programma individuandone i punti fondamentali e qualificanti, sfidanti e coraggiosi al tempo stesso. Dopodiché si potrà pensare alla squadra, e alle competenze che deve avere, per far sì che sia in grado di dare corso alle scelte, più o meno “ardite”, che caratterizzeranno il programma e che saranno essenziali per lo sviluppo e la completezza del nostro territorio per i prossimi 20 anni di Torgnon».
Albert Chatrian non farà il sindaco, non sarà consigliere regionale, ma non smetterà di fare politica. Ora è membro della commissione regolamento dell’Uv e di quella che sta lavorando alla scelta dei candidati per la composizione della lista che correrà alle prossime elezioni regionali.
«Ho dato il mio contributo per consentire all’Union Valdôtaine di tornare a crescere. – afferma – Continuerò a lavorare per portare sui tavoli della politica, e del Mouvement, le esigenze della comunità valdostana che si riconosce nei valori e nell’idea dell’Autonomia. E mi impegnerò per la ricerca, senza timori, di un costante e proficuo confronto con le entità politiche tanto dell’arco alpino quanto nazionali e internazionali. Riguardo alla legislatura che va a chiudersi, il dato politico che resta è una maggioranza che ha lavorato bene e tanto stabile da poter portare avanti scelte di valore».
Ciò non toglie che qualche rammarico esiste: «Non aver centrato la “doppietta” alle ultime elezioni politiche, – risponde Albert Chatrian – mandando a Roma il deputato Franco Manes ma mancando l’elezione di Patrik Vesan al Senato. E non essere poi riusciti ad incassare la modifica alla legge elettorale con la maggioranza qualificata di 24 voti. Sono comunque convinto che il 10 agosto i valdostani sosterranno il “sì” al referendum, conclude – scegliendo di votare alle Regionali con la preferenza di genere e con le 3 preferenze».
Cristiano Florio


