AOSTA (fci) Un doppio «no» dalla Francia al raddoppio del Tunnel del Monte Bianco. Dopo Chamonix, un paio di settimane fa, lunedì scorso, 3 marzo, anche il consiglio comunale di Passy (dove è presente l’area di regolazione dei mezzi pesanti come quella di Pollein nella nostra regione) ha votato all’unanimità un documento contrario alla seconda canna.
Dopo l’ultimo incontro del comitato di cooperazione transfrontaliera di Nizza di venerdì 7 febbraio e l’istituzione di un gruppo di lavoro congiunto, sembrava ci fosse un’apertura da parte dei francesi. Invece il sindaco di Passy Raphaël Castera ribadisce che la posizione del governo è sempre stata quella del «no» e sottolinea come per gli italiani sia necessario un raddoppio ma che la Valle d’Aosta, al contrario di Passy, si cura poco dell’impatto ambientale dei lavori.
L’ambiente e la qualità dell’aria rimangono il cuore della mozione votata: per il sindaco la priorità della Francia dovrebbe essere l’accesso alla ferrovia Torino-Lione, su cui ci sono ritardi consistenti. Il raddoppio del traforo non lo è, sostiene Raphaël Castera: oltre a non rispondere più agli standard di sicurezza ci si dimentica che il tunnel non è nato con una vocazione legata ai trasporti ma per unire due nazioni.
In buona sostanza, il raddoppio del traforo non è « un’opzione accettabile » per via delle sue conseguenze ambientali, sanitarie, sociali ed economiche. «Da oltre 25 anni si chiede di spostare il traffico merci su rotaia, senza una risposta concreta» sostengono gli amministratori di Passy.
L’amministrazione di Chamonix, guidata dal sindaco Eric Fournier, aveva approvato un documento che ribadisce il «no» della località alla seconda canna. La municipalità «riafferma la sua opposizione ferma e decisa a qualsiasi progetto di raddoppio del traforo» e più in generale «a qualsiasi creazione di nuove infrastrutture stradali nella valle di Chamonix». Nel loro documento gli amministratori della località appena al di là del Tunnel del Monte Bianco sottolineano anche «la necessità di ridurre il traffico pesante sulle strade alpine, potenziando il trasporto ferroviario» segnalando « l’importanza della linea ferroviaria Lione-Torino, che sarà operativa tra il 2032 e il 2033 e permetterà di spostare un milione di camion dalla strada alla ferrovia». Motivi per i quali a Chamonix «il raddoppio del traforo del Monte Bianco non è una possibile opzione».

