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Cordoglio per Vladimiro Zagrebelsky, scomparso a Gressoney

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GRESSONEY-LA-TRINITÉ (fci) Nel tardo pomeriggio di martedì scorso, 5 agosto, è morto a 85 anni il giurista ed ex giudice della Corte europea dei diritti dell’uomo Vladimiro Zagrebelsky (foto), fratello maggiore di Gustavo. Il decesso – secondo quanto si è appreso a seguito di un malore – è avvenuto nella sua casa di villeggiatura a Gressoney-La-Trinité.

“Lo ricordiamo con rispetto e affetto, grati per il legame che ha voluto costruire con il nostro paese, che per lui era diventato casa”. Così in una nota l’amministrazione comunale di Gressoney-La-Trinité. “Per molti – prosegue il Comune – è stato un grande giurista, già giudice della Corte europea dei diritti dell’uomo, un intellettuale autorevole, rigoroso e libero. Per noi, prima di tutto, è stato una presenza gentile, rispettosa e silenziosa. Una figura discreta ma familiare, che negli anni ha costruito con Gressoney un rapporto sincero, fatto di piccoli gesti, di luoghi amati, di relazioni vere”. “In paese – si aggiunge nella nota – lo si incontrava spesso: nei suoi passi lenti ma decisi, nelle conversazioni mai banali, nella capacità rara di ascoltare e di condividere, con parole misurate, un pensiero sempre lucido e profondo”. L’ex giudice della Corte europea dei diritti dell’uomo “non cercava visibilità, e forse proprio per questo la sua presenza era tanto più significativa: un uomo che non ha mai smesso di interrogarsi sul senso delle cose e sul valore delle istituzioni, ma che qui ritrovava una dimensione più umana, più essenziale”.

La Presidenza della Regione esprime “profondo cordoglio” per la scomparsa di Vladimiro Zagrebelsky, che “ha dedicato la sua vita alla tutela dei diritti fondamentali e alla difesa dei principi dello Stato di diritto, unendo rigore intellettuale, coerenza etica e impegno civile: negli anni 2009 e 2010, l’Università della Valle d’Aosta ha potuto beneficiare della sua grande esperienza come docente presso la Facoltà di Scienze Politiche, dove ha tenuto un corso per studenti del terzo anno, allora giudice italiano della Corte europea dei Diritti dell’uomo”.