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Medici di base: l’Union Valdôtaine e il sindacato contro la riforma

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AOSTA (qdn) L’Union Valdôtaine esprime «la propria contrarietà alla modifica del regime contrattuale dei medici di medicina generale, da convenzionati a dipendenti dei servizi sanitari regionali». «La Commission santé dell’Union Valdôtaine, in accordo con i propri rappresentanti nel Governo e nel Consiglio regionale, ritiene indispensabile – si legge in una nota – che vengano attuate tutte le iniziative necessarie affinché tale evenienza non si verifichi». I medici di medicina generale lavorano oggi in un regime di convenzione con il Sistema sanitario nazionale. Per l’Uv, «la responsabilità propria del lavoro autonomo del regime attuale garantisce flessibilità organizzativa, costi ridotti a carico della Regione a fronte di elevati volumi di attività, e un impatto sui livelli di occupazione grazie agli investimenti nei fattori di produzione e alla creazione di micro-imprese, nelle quali lavorano attualmente in Valle d’Aosta 75 medici coadiuvati da 16 segretari/infermieri. L’adozione di un regime alternativo di dipendenza è non necessario e addirittura dannoso per la nostra regione, sia per la sua conformazione territoriale che per l’impossibilità, in tal caso, di formare i medici di medicina generale nel nostro territorio, non garantirebbe inoltre ai pazienti la libertà di scelta del medico curante, la prossimità delle cure primarie e un rapporto duraturo e fiduciario tra medico e paziente».

Contro il passaggio a un regime di lavoro dipendente si è da tempo espressa anche la Fimmg – Federazione Italiana Medici di Medicina Generale della Valle d’Aosta, che ribadisce la sua contrarietà: «Si parla da mesi di una proposta che nessuno ha realmente letto nel dettaglio. – spiega il segretario Nunzio Venturella – È un progetto che respingiamo perché mina il rapporto di fiducia tra medico e paziente, soprattutto in una regione come la nostra, dove l’unico ospedale può distare anche 100 chilometri da alcuni Comuni. Come medici del territorio abbiamo sempre garantito la presenza in ogni Comune. In Valle d’Aosta oggi sono attivi 164 ambulatori, con un rapporto diretto tra medico e paziente. In totale gestiamo 109mila pazienti, che diventano oltre 123mila considerando anche i pediatri di libera scelta. E già oggi mancano almeno 15 medici di famiglia». Il punto critico, secondo la Fimmg, è l’introduzione di un orario settimanale rigido di 38 ore. Il rischio sarebbe lo smantellamento degli ambulatori nei piccoli centri. «Il vero problema non sono le ore lavorate – rimarca Nunzio Venturella – ma l’impatto sul servizio. Questa riforma danneggerebbe soprattutto i pazienti». Per informare i cittadini il sindacato ha organizzato una mobilitazione, invitando tutti i pazienti a firmare una petizione.