TRENTO (cex) La Festa dello Sport organizzata a Trento da La Gazzetta dello Sport con tanti campioni di tutte le discipline anche quest’anno è stata abbinata dalla Fisi e dall’Audi per il 18esimo anno alla consegna delle auto personalizzate per la nuova stagione. Quindi domenica scorsa in piazza Duomo, nel cuore della città, tra migliaia di appassionati subito sono arrivati con le nuove Audi SQ5 e RSQ8 Federica Brignone e Federico Pellegrino con Sofia Goggia, Dominik Paris e Dorothea Wierer. Poi più tardi in via Verdi tra la folla la consegna delle altre 21 autovetture, per un totale di 26, con interessati anche Guglielmo Bosca e Simone Origone.
Federica Brignone sul palco con il fratello Davide
Per lo sci alpino Sofia Goggia si è confrontata da sola con la stampa e il pubblico, mentre sabato pomeriggio Federica Brignone è salita sul palco con il fratello Davide. Un modo come un altro per sottolineare la grande diversità tra le 2 campionesse. Ad una bergamasca carica per le Olimpiadi risponde la “tigre” e carabiniera di La Salle che lotta nel riavvicinamento allo sci per potere partecipare ed essere competitiva a Milano-Cortina dopo la frattura scomposta del piatto tibiale e della testa del perone, con la rottura del crociato anteriore sinistro il 3 aprile scorso. Così la Brignone ha parlato di “sognare Cortina, ho passato l’estate al J Medical a Torino, ci sto provando al massimo, non ho mai rivisto le immagini dell’incidente, capii la gravità quando posai il sedere sul toboga e la gamba restò dov’era”.
“Volevo smettere 4 anni fa, – ha raccontato – esisteva solo lo sci, la vita al di fuori era sparita e se devo scegliere scelgo la vita. La Coppa del Mondo del 2020 non me l’ero goduta, l’ultima si e non ci voleva questo stop.” Il fratello Davide, che la affianca dal 2017, ha detto “ho sempre creduto in lei, più di quanto faccia lei stessa, aveva ritrovato la felicità di sciare e poi…” e Federica sorridendo ricorda che “da bambina mi sentivo la più scarsa della famiglia, facevo l’atleta per la compagnia, a Davide piaceva proprio farlo, era lui il più forte”.
Ed ora dopo tanto J Medical, un po’ di mountain bike e qualche giorno al mare con l’ex compagna Karoline Pichler non resta che aspettare, capire come andranno le prime sciate e se il sogno olimpico si potrà concretizzare, se ci sarà un domani sugli sci o meno, magari ai Mondiali 2026: “Non lo escludo, non ho data di scadenza” ha detto la carabiniera alla folla trentina.
Folla per Johannes Klaebo e Federico Pellegrino
Federico Pellegrino a Trento ha incontrato il grande rivale Johannes Klaebo non allo sprint, non sulle piste, ma in poltrona e non è detto che il norvegese non possa esserci a marzo a Nus e Saint-Barthelemy per la festa di addio di Chicco con i Campionati Italiani Assoluti. In Trentino è arrivato direttamente dalla Norvegia: “E’ bello essere qui, la gente è calorosa e ci mette di buon umore. E’ stato divertente rivedere Federico dopo i tanti impegni. Adoro avere Federico come avversario, nutro un enorme rispetto per lui e per quello che ha fatto in questi anni fantastici per noi 2, è riuscito a vincere anche contro di me e per me è un privilegio far parte del suo viaggio nello sci di fondo”.
Pellegrino ha ringraziato Klaebo per essere sceso dalla Norvegia a Trento in una sala della Regione gremita: “Non è scontato fare ciò che ha fatto per essere qui a poco dal via della stagione, lo ringrazio per questo e per tutte le batoste che mi ha dato”. Sul norvegese il poliziotto di Nus sottolinea che “ho capito subito che era un grandissimo, studiava tutto, curava ogni particolare come me e lo faceva anche meglio, sono però riuscito a batterlo a Lahti ai Mondiali 2017 prima che diventasse un grandissimo”. La sfida verso la Val di Fiemme olimpiaca è ormai lanciata, sarà l’ultima iridata per Chicco, ed è partita in salotto a Trento. Cesarino Cerise

